I mercati azionari stanno affrontando crescenti prove di stress al collaudo dei massimi fissati lo scorso anno sempre nel mese di settembre.

Nell’intervallo che intercorre tra i due picchi si è formato un vuoto d’aria di ampiezza significativa. Pertanto in assenza di una adeguata azione di market timing, il ritorno di un portafoglio bilanciato tra i vari mercati azionari risulterebbe nullo se non parzialmente negativo negli ultimi dodici mesi.

Nello stesso periodo i rendimenti dei Treasury americani sul 10 anni, ma anche quelli dei governativi core, sono drasticamente scesi dal 3.25 all’1.5%.  Chi ha preferito allocare sui bond governativi ha avuto una performance decisamente migliore e più stabile.

L’indice Standard & Poor 500 ha tentato di consolidare oltre i massimi fissati nel mese di settembre dello scorso anno poco sotto quota 2950, in almeno due periodi: luglio e settembre di quest’anno. Il tetto raggiunto in entrambe le occasioni a 3030 al momento sta opponendo forti ostacoli alla crescita ulteriore, al punto da persuadere molti investitori a alleggerire l’esposizione.

Ci troviamo quindi nelle stesse condizioni avendo come riferimento uno scenario in cui aumenta la percezione negativa di un quadro recessivo, governato da un rallentamento della crescita degli scambi globali.

Tale presentimento ha spinto i rendimenti sul tratto lungo della curva nuovamente verso i minimi fissati nel 2012 (crisi debiti sovrani) e nel 2016 (effetto Brexit) modellando un  floor a 1,30%. Al primo collaudo di quest’anno abbiamo registrato una reazione significativa ma non sufficiente per allontanare i dubbi che il mercato senta la necessità di verificare nuovamente l’area, per mettere alla prova la polarità delle convinzioni distribuite tra gli investitori ed in buona parte presenti sull’inversione della curva.

WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500 VS. US 10 Y - 3 MTH CURVE

WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500 VS. US 10 Y – 3 MTH CURVE