COMMERCIO MONDIALE, USA E CINA VICINI AD ACCORDO – Usa e Cina sembrano vicini ad un accordo secondo il quale Washigton potrebbe ritirare i dazi imposti su oltre 200 miliardi di dollari di beni cinesi. In cambio, secondo una fonte vicina ai negoziati, Pechino promette riforme strutturali e l’eliminazione di una serie di tariffe su beni Usa. Un’intesa formale potrebbe essere firmata in un summit il 27 marzo, ha scritto il WSJ ieri.

Lo scorso lunedì a RADIO 24, in un intervista che ho rilasciato a Debora Rosciani e Mauro Meazza, avevo anticipato lo sviluppo di tale notizia sottolineando come il rapporto di cambio tra usd e cny stesse confermando un percorso positivo delle trattative. Nel nostro outlook 2019 avevamo messo a fuoco l’inversione di tendenza potenziale  del cambio dopo un periodo di svalutazione pilotata dalla PBoC per sterilizzare l’impatto delle misure tariffarie imposte dall’Amministrazione Americana.

La via verso una soluzione positiva delle trattative matura in un momento in cui in Cina si rilevano dati sulla crescita preoccupanti. Il PMI rilasciato la scorsa settimana segnala un leggero progresso dell’indice che rimane tuttavia nella fascia di rilevazione inferiore a quota 50 (linea di spartiacque tra stagnazione/espansione).

La Banca Centrale per contrastare gli effetti del rallentamento economico in atto è nuovamente intervenuta nelle scorse settimane con forti iniezioni di liquidità pari al 5%  del Pil cinese.

Sulla struttura dell’economia del Paese  gravano fortemente gli squilibri finanziari dovuti ad un eccesso di credito strutturato tra banche e grandi imprese che fungono da shadow banking per il sistema delle PMI.   La guerra sulle tariffe commerciali e sulla tecnologia interseca direttamente la congiuntura cinese svelando criticità simmetriche tra USA e Cina.  La definizione di un accordo conviene ad entrambe le parti. Il rallentamento dell’export cinese rappresenta in tal senso un segnale di criticità per l’economia globale.

Analoghi segnali registrati sulla congiuntura economica di Taiwan e soprattutto Corea del Sud confermano il rallentamento in atto nella’area asiatica più vocata all’export e fortemente correlata al commercio mondiale.

Nel rapporto mensile di Marzo aggiorneremo nei dettagli lo sviluppo di tali tendenze per macro aree a livello globale.

 

WB ADVISORS ENTERPRISE RISK MANAGEMENT: USD CNY TRADE WAR TREND

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In risposta a tali criticità i mercati azionari continuano a consolidare i recenti recuperi. Tuttavia come abbiamo scritto negli ultimi aggiornamenti di WB Perspective, l’indice Standard & Poor 500 sta scambiando a ridosso di significativi ostacoli tecnici che potrebbero contrapporsi al recupero in corso. Nei rapporti facciamo riferimento a due ipotesi: consolidamento o fine del rialzo in corso. Riprendiamo il tema nel nuovo report mensile di marzo.

Il rapporto uscirà entro la fine di questa settimana. Nel frattempo i mercati si prepareranno alla conferenza stampa attesissima della BCE, in calendario giovedì.  Come scriviamo da inizio anno ci attendiamo l’annuncio di nuovi programmi di iniezione di liquidità TLTRO , ricordando che il precedente QE continua a lavorare per effetto del reinvestimento dei titoli giunti a maturazione e delle relative cedole.

Riportiamo nei due grafici il rapporto tra andamento del bilancio della FED rispetto a quello di BCE e BoJ. La decrescita del primo sui secondi conferma la nostra tesi sul rafforzamento del dollaro.  Il range che abbiamo seguito da novembre potrebbe subire significativi cambiamenti nelle prossime settimane. Tali variazione della tendenza dominante imporrà nuove azioni nei piani di controllo del rischio/opportunità per coloro i quali importano od esportano in divise diverse dall’euro come abbiamo già segnalato in preparazione all’evento di giovedì.