Il GDP della Cina scende nell’ultimo trimestre da 1,6 ad 1,5% su base annua il dato scende da 6,5 a 6,4%.  La produzione industriale migliora dal precedente 5,4% al 5,7%.

Nel frattempo continuano i colloqui tra Cina ed Usa sulle tariffe  secondo le cui indiscrezioni riportano l’ipotesi di un allentamento del regime tariffario fra le due aree con Pechino pronta ad aumentare nei prossimi  sei anni le importazioni dagli Stati Uniti fino all’assorbimento totale  del surplus commerciale.  Con questa notizia il mercato azionario ha violato al rialzo l’area 2620/650.  Il rialzo robusto dell’indice non ha ancora derubricato il segnale di warning che avevamo lanciato lo scorso anno.  Nelle prossime sessioni vedremo infatti alcune prese di beneficio i cui sviluppi faranno maggiore chiarezza sul quadro complessivo. Soprattutto ci consentiranno di aggiornare i livelli di breakout della reazione in atto ancora fermo, secondo i nostri modelli, a quota 2550 di Standard & poor 500. Nel contempo attendiamo ulteriori margini di miglioramento per gli indici europei.

 

Nel frattempo la situazione macro in Eurozona rimane critica e di riferimento per la prossima riunione della BCE.

 

Sul mercato forex l’eur usd rimane sempre inserito all’interno del range entro cui scambiano i prezzi dallo scorso mese di novembre.  I limiti di distribuzione aggiornano  al momento le code di movimento tra 1.1350 ed 1.1580. E’ possibile che nelle prossime ore il mercato tenterà di approcciare nuovamente area 1.14 per verificare se vi sia ancora la forza e la convinzione per riportare il focus degli scambi al centro del range. Il punto di maggior tensione coincide questa settimana con la parte inferiore del range a causa di una progressiva perdita di momentum degli scambi. E’ probabile che l’evento catalizzatore in grado di spingere le negoziazioni al collaudo di tale livello sia dato dal meeting della BCE in calendario giovedì.  Non sono attese decisioni dirette sui tassi, tuttavia il mercato interrogherà il Governatore per avere maggiori dettagli sulla linea di policy che la BCE svilupperà dopo la chiusura del QE. Sono attese in tal senso indicazioni su possibili operazioni di stimolo monetario rapportabili ai precedenti TLTRO effettuati a favore delle banche europee.

La sterlina perde parzialmente i guadagni messi a segno dopo il voto Brexit.  Riteniamo che si tratti di una reazione destinata a fermarsi tra 0.8860-.8900.

Nell’aggiornamento settimanale WB Perspectives riporteremo il quadro complessivo sui mercati alla luce dell’attuale recupero degli indici azionari e dei prezzi delle commodity  per comprendere se il peggio sia alle spalle o se invece la reazione partita il 26 dicembre rimanga inserita in un contesto di elevata criticità.

 


 

MARKET MOVER 21 GENNAIO 2019 (fonte Reuters)

 

POLITICA – Ospite ieri sera a ‘Che tempo che fa’, Alessandro Di Battista traccia un bilancio dei primi sei mesi di governo, ribadisce che non intende candidarsi alle elezioni europee e si schiera dalla parte dei colleghi Danilo Toninelli e Luigi Di Maio. In polemica con gli alleati di governo della Lega, l’ex deputato 5 Stelle definisce la Tav una grossa sciocchezza e chiede al Carroccio di restituire i 49 milioni sottratti allo Stato.

Secondo ‘La Stampa’ in edicola oggi, il patto tra Lega e 5 Stelle sulle nomine prevede che Consob e Inps vadano ai grillini, mentre al Carroccio andrebbe il commissario Ue nella persona di Luca Zaia. All’intesa mancherebbe però ancora il via libera di Conte e Mattarella.

 

AGGIORNAMENTO STIME FMI – Da Davos, sede del tradizionale World Economic Forum, il Fondo monetario internazionale presenta l’aggiornamento delle proprie proiezioni contenute nel World Economic Outlook. Di ottobre l’ultimo monito all’Italia da parte del Fondo, che paventava la ricaduta negativa sulla dinamica del debito legata al calo delle quotazioni dei titoli di Stato. Sempre in autunno il Fmi confermava l’economia nazionale una stima di crescita di 1,2% sul 2018 e 1% sul 2019, valori indicati anche in luglio. Sui conti pubblici l’indicazione era di un deficit/Pil a 1,7% sia nel 2018 sia nel 2019 da 1,6% e 0,9% della stima precedente.

 

MINISTRI FINANZE ZONA EURO – A Bruxelles la prima riunione 2019 dell’Eurogruppo, cui come di consueto per l’Italia partecipa Giovanni Tria. L’agenda della riunione informale prevede una prima parte dedicata al cosiddetto semestre europeo, vale a dire le raccomandazioni per il 2019 insieme a una discussione sul ruolo internazionale dell’euro e sull’incarico del sostituto di Peter Praet, consigliere Bce in scadenza il 31 maggio. La seconda parte della riunione è dedicata a una riflessione sugli esiti del Consiglio europeo di metà dicembre.

Venerdì mattina il responsabile all’Economia osservava che il criterio della stabilità monetaria è forse interpretato in maniera eccessivamente rigorosa, mettendo in evidenza come dopo anni l’obiettivo Bce sull’inflazione non sia ancora stato raggiunto. Sempre a proposito della governance europea, Tria lamentava regole che permettono poco a livello di interventi pubblici a difesa del sistema.

 

BANCHE – Si continua naturalmente a parlare di banche, dopo il via libera di venerdì da parte della Commissione alla garanzia pubblica per il piano di raccolta di Carige.

Venerdì sera l’istituto ligure ha comunicato di aver chiesto al ministero dell’Economia garanzie a copertura di due emissioni del valore complessivo di 2 miliardi di euro, una a scadenza 12 mesi e una 18 mesi. La banca si riserva inoltre la facoltà di chiedere un’ulteriore garanzia da un miliardo.

Secondo fonti vicine al dossier, l’emissione coperta da garanzia pubblica che dovrebbe essere offerta nei prossimi giorni avrà un importo superiore al miliardo.

Il governo lavora per favorire fusioni bancarie che risolvano i problemi emersi su Carige e Popolare Bari, ma soprattutto per sistemare il malato cronico del sistema italiano, vale a dire Mps, sul cui stato di salute la Bce ha espresso di recente più di un timore. La soluzione delineata per l’istituto senese, secondo fonti governative e della maggioranza, chiamerebbe in campo come possibile soggetto aggregatore Ubi mentre fonti bancarie puntano su Bper.

 

MERCATO – E’ proseguito anche venerdì il ‘mood’ positivo che sta interessando la carta italiana da quando Roma e Bruxelles hanno raggiunto un’intesa sulla legge di Bilancio. In una seduta che vedrà la chiusura delle piazze americane per festività, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto decennale riparte da 252 punti base e il tasso del benchmark dicembre 2028 da 2,723%.

 

OFFERTA ZONA EURO – Considerati anche i brillanti risultati raggiunti finora dalle emissioni sovrane via siandacato — tra cui Btp 15 anni in testa — in settimana potrebbero secondo gli addetti ai lavori proporsi sul primario Madrid e Vienna oltre che Atene, dopo le indiscrezioni di venerdì secondo cui starebbe preparando un’emissione a 5 anni dopo il via libera all’accordo sulla Macedonia.

 

DATI CINA – Particolarmente interessante e ricca l’agenda macro: in primo piano naturalmente i dati relativi alla crescita economica del quarto trimestre. Contro la mediana delle attese Reuters pari rispettivamente a 1,5% su base congiunturale e 6,4% su base annua, il prodotto interno lordo della seconda potenza mondiale è cresciuto nei tre mesi al 31 dicembre al ritmo di 1,5% a livello congiunturale e di 6,4% — minimo dal primo trimestre 2009 — a perimetro tendenziale. La media d’anno 2018 risulta pari a 6,6% dopo il 6,8% del 2017, rivisto al ribasso da 6,9% soltanto venerdì scorso dall’istituto nazionale di statistica. Quanto alla produzione industriale e alle vendite al dettaglio di dicembre, su base annua l’espansione rispettivamente pari a 5,7% (5,3% il consensus, 5,4% in novembre) e 8,2% — perfettamente in linea alle attese dopo 8,1% in novembre.

 

RATING SOVRANI ZONA EURO – Di venerdì sera gli ultimi pronunciamenti: Fitch ha confermato la propria valutazione su Francia (‘AA’ con outlook stabile) e Austria (‘Aa’, positivo). Contrariamente alle attese, Standard & Poor’s ha ugualmente confermato il proprio giudizio sulla Grecia a ‘B+’ (positivo).

 

FOREX – Si mantiene sui massimi delle ultime due settimane l’indice del dollaro sulle principali controparti ponderate su base commerciale, scarsamente influenzato dalla diffusione dei dati cinesi sulla debolezza economica di fine 2018. Poco prima delle 8 euro/dollaro 1,1378/80 da 1,1361 venerdì sera in chiusura a New York, dollaro/yen 109,55/59 da 109,76 ed euro/yen 124,66/71 da 124,72.

 

GREGGIO – Derivati sul greggio in denaro e sui massimi da inizio anno, dopo i dati sulla congiuntura cinese che fotografano un’attività di raffinazione in crescita a dispetto del rallentamento del Pil. Il futures Brent a marzo risale di 12 centesimi a 62,82 dollari il barile, mentre il Nymex febbraio avanza di 14 cent a 53,94 dollari.

 

TREASURIES – Governativi Usa piatti sul finale della seduta asiatica, con il benchmark decennale invariato al rendimento di 2,788%.

 

DATI MACROECONOMICI

GRECIA

Partite correnti novembre (10,30).

 

PORTOGALLO

Partite correnti novembre (12,00).

 

ASTE TITOLI DI STATO

EUROPA

Belgio, Tesoro offre titoli Stato Olo e breve termine.

Olanda, Tesoro offre titoli Stato Dtc.

 

APPUNTAMENTI

ITALIA

Roma, convegno presentazione libro “I conquistatori” di Elio Lannutti, con presidente commissione Finanze Senato Bagnai.

Matera, evento inaugurale “Matera 2019”, intervento Conte (12,00); open show con Conte, Mattarella, Boccia (19,00).

 

EUROPA

Bruxelles, riunione Eurogruppo, partecipa Coeuré (Bce).

Bruxelles, riunione ministri Affari esteri Ue.

Bucarest, inizia riunione ministri Affari europei; termina il 23 gennaio.

Davos, Fmi pubblica aggiornamento World Economic Outlook; conferenza stampa con Lagarde, capo economista Gita Gopinath, vicedirettore research department Gian Maria Milesi-Ferretti (14,00).

Davos, inizia World Economic Forum.

Mosca, Putin riceve premier giapponese Abe.

 

USA

Mercati chiusi per Martin Luther King Jr. Day.