L’Italia apre la settimana con una certa apprensione dopo l’attesa reazione negativa al DEF dello scorso venerdì. Per il momento quota 3.25/30% del 10 anni sul BTP ha tenuto. Lo spread di conseguenza dopo aver avvicinato area 300 (max 280) è retrocesso grazie gli acquisti di BTP operati dalle banche. L’argine che avevamo stimato in area 300 per lo spread e 3.30% per il 10 anni ha tenuto. E’ probabile che vi siano altre pressioni, ma per il momento stimiamo un rientro parziale delle ostilità. Nell’Outlook mensile (in fase di elaborazione) abbiamo fissato un range di osservazione per lo spread compreso tra 300/330 e 230 nella parte bassa. Riteniamo che nelle prossime ore il mercato tenterà di rientrare parzialmente verso la mediana del range. Per poter cogliere veri segnali di distensione si dovrà attendere un’eventuale break out di quota 230. Al momento l’ipotesi rimane sulla carta, anche se dopo una gestazione complessa delle tensioni delimitate sotto quota 330 non va del tutto esclusa.
Acquistare BTP può essere dunque un’opportunità? La risposta non può che essere ragionevolmente articolata: sì se lo si fa considerando il rischio sottostante derivante dall’emotività presente sui mercati. Ciò significa che i buy order dovranno essere seguiti da adeguati livelli di protezione (stop loss) qualora si superi area 3,30% relativa al 10 anni Italia. Qualora il limite non venga violato l’operazione potrà rientrare a) in un’azione tattica (trading); b) in un’azione di accumulazione di posizione. Nel caso a le prese di beneficio andranno operate in area 2,50, previa violazione della quota intermedia 2,70. Nel caso b per avere effetti positivi sul comportamento del secondario si dovrà attendere una violazione di 2.45; evento che nella migliore ipotesi richiederà tempi lunghi.
Per quanto riguarda il comportamento di Borsa Italiana risulta necessario che l’indice di riferimento FTSE MIB non debordi questa settimana oltre la chiusura di venerdì, ovvero area 20700/500. Nel caso in cui i valori dovessero scendere sotto tale livello dovremmo considerare un periodo di volatilità negativa. Tuttavia la tenuta eventuale del BTP potrebbe favorire ricoperture sul settore bancario e facilitare un ritorno di interesse per il mercato azionario. Il segnale utile a cogliere iniziali spunti positivi coincide con un primo recupero di area 21000 ed uno successivo di 21300/21350.
Nel frattempo ci aspettiamo che l’euro scenda tra oggi e domani verso 1.1530 contro dollaro.  Su tale zona il mercato, che sta operando su frame molto ristretti, ritornerà a ricoprirsi sull’euro in attesa di verificare se il dollaro ha la forza di violare tale quota, 1.1530/1.1520 eur usd, per scendere definitivamente verso i minimi dell’estate, evento non ancora del tutto scontato.
 

WB ANALYTICS: SPREAD 10 Y ITA GER

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WB ANALYTICS: BTP 10 Y YIELD ITALIA
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WB ANALYTICS: FTSE MIB

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LE NOTIZIE DI OGGI
NADEF – Potrebbe arrivare oggi, ma non c’è certezza al riguardo, la nota di aggiornamento al Def, di cui Tria ha anticipato alcuni dei numeri salienti ieri in un’intervista al Sole 24Ore. Oltre al già noto rapporto deficit/Pil al 2,4% l’anno fino al 2021, il ministro promette una discesa del debito/Pil di un punto l’anno per i prossimi tre anni, grazie a una crescita economica dell’1,6% nel 2019 e dell’1,7% nel 2020: stime generose rispetto a quelle dei principali previsori (concordi nell’indicare un rallentamento della congiuntura globale l’anno prossimo), le quali però non tengono conto del possibile effetto dello stimolo fiscale annunciato. Dei numeri del Nadef manca ancora quello del deficit strutturale, che Tria si era in precedenza impegnato con Bruxelles a ridurre. Tria parla inoltre di una clausola di salvaguardia sulla spesa, che consentirà di tenere sotto controllo i conti in caso di crescita inferiore alle attese. “L’equilibrio e il pareggio di bilancio rimane un nostro obiettivo fondamentale, anche se il percorso per raggiungerlo viene allungato nel tempo” dice il ministro, che smentisce inoltre di aver minacciato le dimissioni durante la trattativa sul deficit.
 
EUROGRUPPO – Si tiene in Lussemburgo la riunione dell’Eurogruppo, che sarà già da subito l’occasione di confronto diretto tra Tria, i colleghi della zona euro, Dombrovskis e Moscovici sul nuovo quadro di finanza pubblica italiana, in un clima di potenziale scontro con Bruxelles. Secondo quanto scrive stamane Repubblica, tra i ministri della zona euro non manca irritazione per i numeri italiani e Tria subirà forti pressioni per una modifica dei numeri del deficit da qui al 15 ottobre, quando la manovra vera a e propria dovrà essere notificata alla Commissione. A preoccupare l’Ue sarebbero inoltre le stime di crescita, prosegue Repubblica, eccessivamente ottimistiche rispetto ad esempio l’1,1% indicato in estate dalla Commissione per il 2019 e che potrebbero di fatto coprire una dinamica in prospettiva ancora peggiore dei conti italiani. “Con questi numeri c’è poco da fare, saremo costretti a bocciare la manovra” scrive il quotidiano riportando la frase “che regna nei corridoi della Commissione” .
 
INVESTIMENTI E PIANO INFRASTRUTTURE – Per oggi è inoltre attesa la presentazione da parte del governo del piano per le infrastrutture, secondo quanto preannunciato dal premier Conte. Tria ha dichiarato al Sole che nel prossimo triennio il governo ha messo in bilancio investimenti pubblici addizionali per circa 15 miliardi complessivi, ovvero circa due decimali aggiuntivi di Pil nel 2019 per arrivare a quattro nel 2021.
 
CRESCITA – In un articolo scritto per il Fatto, Savona si spinge a ipotizzare che grazie allo stimolo fiscale alla domanda aggregata annunciato dal governo (investimenti compresi) la crescita 2019 potrà arrivare a circa il 2% e salire ulteriormente di mezzo punto l’anno fino alla soglia del 3%. Tuttavia nel fine settimana un invito alla cautela è giunto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giorgetti. In un’intervista a Repubblica Giorgetti sottolinea che la manovra non è ancora scritta e che ci potranno essere modifiche in caso di necessità, suggerendo anche lui la possibilità di adottare meccanismi di correzione automatica della spesa per tutelare i conti in caso di necessità. Il sottosegretario leghista ribadisce l’esigenza “della sostenibilità del debito” e non nasconde i rischi legati alla salita dei tassi, alla necessità di vendere i titoli di Stato italiani sul mercato e alle prossime valutazioni delle agenzie di rating.
 
BTP, BCE DIMEZZA ACQUISTI QE – I Btp sono attesi a un nuovo test di mercato dopo il pesante calo di venerdì, seguito all’annuncio del governo di un deficit al 2,4% nei prossimi tre anni. Il mercato riparte da un tasso decennale del 3,13% (da 2,89% della chiusura precedente, dopo un massimo intraday a 3,27%, picco da maggio 2014) e da uno spread su Bund di 266 (30 in più rispetto ai 236 della chiusura di giovedì, con un massimo intraday a 282, il livello più alto dal 3 settembre). In sofferenza anche la parte breve della curva con il tasso del 2 anni italiano lievitato a 1,04% da 0,78%, dopo un massimo a 1,25%. Oggi intanto, con l’inizio del mese di ottobre, la Bce procede al dimezzamento dell’importo del Qe, con gli acquisti complessivi di asset che scendono a 15 miliardi mensili. E i mercati guardano ora ai pronunciamenti delle agenzie sul rating sovrano italiano: il 26 ottobre si esprimerà S&P (BBB, stabile) mentre entro fine mese è atteso il verdetto di Moody’s (‘Baa2’, rating watch negativo).
 
PMI ITALIA E ZONA EURO – Sul fronte macro, l’attenzione sarà rivolta ai numeri delle indagini congiunturali del settore manifatturiero di settembre. Per quanto riguarda l’Italia, le attese degli economisti raccolte da Reuters indicano un lieve recupero del Pmi a 50,4 da 50,1 di agosto (quando l’indice toccò il minimo da due anni). Oltre al dato italiano sono in arrivo anche le letture finali degli analoghi Pmi di Germania e Francia e zona euro. Per il Pmi manifatturiero dell’intera zona euro, è prevista una conferma della lettura preliminare a 53,3 dal 54,4 di agosto.
 
DISOCCUPAZIONE ITALIA E ZONA EURO – Istat pubblica i numeri su occupati e disoccupati italiani ad agosto; in luglio il tasso di disoccupazione era sceso al 10,4% dal 10,8% (rivisto) del mese precedente, al minimo da marzo 2012.
 
ACCORDO NAFTA – Usa e Canada hanno siglato nella notte un nuovo accordo per il rilancio del trattato di libero scambio nord americano (Nafta) al termine di una trattativa tesa. Il nuovo patto a tre, che include anche il Messico, ‘salva’ un’area di libero scambio da 1.200 miliardi di dollari, in vita da un quarto di secolo, ma che aveva recentemente rischiato il collasso nell’ambito della nuova politica Usa di ridiscussione dei proprio rapporti commerciali internazionali in chiave protezionistica.
 
MANIFATTURIERO CINA – Crescita in affanno per il manifatturiero cinese in settembre, secondo le indagini congiunturali diffuse nel fine settimana, anticipatamente in vista dell’inizio oggi della settimana di chiusura dei mercati per la festività nazionale. L’indice Pmi manifatturiero ufficiale è sceso a 50,8 da 51,3, contro attese a 51,2; il Pmi manifatturiero elaborato da Caixin si è invece attestato a 50 punti, segnando un azzeramento della crescita, nonché la lettura più bassa da maggio 2017. Si è fatto sentire l’indebolimento della domanda, sia interna sia estera, che lascia intravedere un progressivo appesantimento degli effetti dello scontro tariffario in atto con gli Usa.
 
DATI GIAPPONE – Segnali di peggioramento arrivano anche dalla fiducia del settore manifatturiero giapponese. Il rapporto Tankan della Banca del Giappone risulta in peggioramento per il terzo trimestre consecutivo: l’indice relativo al ‘mood’ delle grandi imprese manifatturiere è sceso a 19 punti in settembre dai 21 di tre mesi fa, contro attese per un lettura a 22; e l’indice è atteso piatto nei prossimi tre mesi, emerge dal rapporto, che indica inoltre previsioni di investimento per l’anno fiscale in corso inferiori a quelle attese dagli economisti. Sempre dal Giappone, la lettura finale del Pmi manifatturiero di settembre indica una crescita stabile per il settore, con una lettura a 52,5, invariata rispetto al mese precedente (ma rivista al ribasso rispetto alla stima flash di 52,9).
 
GREGGIO – Prezzi in salita ai massimi da quasi quattro anni in vista dall’entrata in vigore il mese prossimo delle nuove sanzioni Usa contro l’Iran. Alle 7,50 italiane il future Brent scambia a 83,21 dollari il barile (+0,48), il Nymex a 73,53 dollari (+0,28).
 
FOREX – I timori sui conti pubblici italiani continuano a pesare sull’euro, che la settimana scorsa ha ceduto complessivamente l’1,2% sul dollaro fino al minimo da oltre tre settimane di 1,1569 toccato venerdì. Il cambio euro/dollaro tratta a 1,1585/90 da 1,1608 dell’ultima chiusura; dollaro/yen a 113,90/91 da 113,68; euro/yen a 132,00/02 da 131,91.
 
TREASURIES – Governativi Usa in calo nelle contrattazioni della mattinata, in un clima di minore avversione al rischio favorito dalla firma dell’accordo per il rilancio del Nafta. La chiusura della piazza cinese per festività limita comunque i volumi in questa primissima parte della seduta. Il benchmark decennale Usa cede 4/32, rendimento a 3,071%.
 
 
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Markit pubblica Pmi manifatturiero settembre (9,45) – attesa 50,4.
Istat, stima occupati e disoccupati agosto (10,00).
Ministero Trasporti, dati auto settembre (18,00).
Tesoro, atteso fabbisogno statale settembre.
 
FRANCIA
Pmi manifattura finale Markit settembre (9,50) – attesa 52,5.
 
GERMANIA
Vendite al dettaglio agosto (8,00) – attesa 0,4% mese.
Markit pubblica Pmi manifatturiero finale settembre (9,55) – attesa 53,7.
 
GRAN BRETAGNA
Markit pubblica Pmi manifatturiero settembre – attesa 52,5 (10,30).
Bank of England pubblica crediti al consumo agosto – attesa 1.300 miliardi (10,30).
Bank of England pubblica dati mutui (10,30).
Bank of England pubblica offerta moneta M4 (10,30).
 
GRECIA
Pmi manifatturiero settembre (10,00).
 
SPAGNA
Vendite dettaglio agosto (9,00).
Pmi manifatturiero settembre (9,15) – attesa 52,4.
 
ZONA EURO
Markit pubblica Pmi manifatturiero finale settembre (10,00) – attesa 53,3.
Tasso disoccupazione agosto (11,00) – attesa 8,2%.
 
USA
Markit pubblica Pmi manifatturiero finale settembre (15,45).
Spese costruzioni agosto (16,00) – attesa 0,4%.
Ism manifatturiero settembre (16,00) – attesa 60,5.
 
ASTE TITOLI DI STATO
EUROPA
Olanda, Tesoro offre titoli Stato Dtc.
 
USA
Washington, Tesoro offre 48 miliari dollari titoli Stato 13 settimane 3/1/2019 e 42 miliardi titoli Stato 26 settimane 4/4/2019.
 
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Svezia, riunione board esecutivo Riksbank (9,00).
 
USA
Atlanta, intervento presidente Fed Atlanta Bostic (15,00).
Boston, intervento presidente Fed Boston Rosengren (18,15).
Minnesota, intervento presidente Fed Minneapolis Kashkari (17,00).

  1. Francisco, Mary Daly inizia mandato come presidente Fed S.Francisco.

 
APPUNTAMENTI
ITALIA
Roma conferenza Ivass “Solvency II” con presidente Salvatore Rossi, presidente Ania Farina, Ceo Gruppo Cattolica Assicurazioni Minali (8,45).
Roma, conferenza Banca d’Italia “Una nuova alleanza per lo sviluppo del Paese” con DG e presidente Ivass Salvatore Rossi, presidente Generali Galateri di Genola (15,00).
 
EUROPA
Lussemburgo, riunione Eurogruppo; partecipa Tria.
 
USA
Washington, intervento Lagarde (17,00).
 
ASIA
Cina, mercati chiusi fino a venerdì 5 ottobre.