Skip to main content

FEDERAL RESERVE ANNUNCIA L'ATTESO RIALZO DEI TASSI 0,25%

FEDERAL RESERVE ANNUNCIA L’ATTESO RIALZO DEI TASSI 0,25%

La Federal Reserve alzerà ancora i tassi nel 2018, sino a raggiungere il target del 3% nel 2019. L’eur usd reagisce  collaudando nuovamente i limiti che definiscono la tendenza al ribasso.

Si concludono con il Fomc di ieri sera, in cui la Federal Reserve annuncia l’atteso rialzo dei tassi di 0,25%,  i due Consigli Direttivi di BCE e FED più attesi per il primo semestre del 2017.

Le linee guida che emergono dai due meeting testimoniano e rafforzano orientamenti divergenti sui modelli di policy monetaria messi in campo dalle due banche centrali. La Fed conferma gli altri due aumenti per l’anno in corso, programmandone altri tre per il 2018, mentre la BCE sottolinea, al di là della riduzione degli acquisti previsti dal QE da 80 a 60 miliardi/mese, di voler mantenere il livello dei tassi accomodante oltre la conclusione naturale del  programma di sostegno monetario (fine 2017) e per un prolungato periodo di tempo, lasciando presagire quindi per tutto il 2018 e oltre.

Ha in parte deluso l’esito del meeting della Fed in quanto alcuni analisti prevedevano almeno quattro chiamate al rialzo per quest’anno.  Da qui il rialzo dell’ eur usd sino a toccare quota 1,0710. A conclusione della conferenza stampa di J Yellen, il cambio regrediva verso 1,0670. L’impennata successiva fino a 1,0746 eur usd è tutta imputabile all’esito delle elezioni in Olanda, dove il candidato euroscettico ha ricevuto un suffragio inferiore alla attese, 21 seggi contro i 25 previsti.

Fed Funds Target
Fed Funds Target

Il rialzo del cambio tuttavia non ha oltrepassato le barriere tecniche che avrebbero potuto imporre un iniziale cambiamento di tendenza alla struttura del rapporto.  Tuttavia ha rallentato  nuovamente il percorso verso i livelli che trattengono ancora gli scambi al di sopra delle soglie la cui violazione consentirebbe un più veloce declino verso gli obbiettivi che stimiamo da moltissimi mesi a questa parte.

I fondamentali su cui si confrontano le due aree non mutano sostanza rispetto al quadro che finora ha alimentato la tendenza sulle traiettorie di cambio. Gli USA pur non brillando per il tenore della crescita, rimangono inseriti in un contesto più solido rispetto all’incoerenza degli squilibri presenti in Europa.

Mentre i primi possono farsi male da soli, i secondi oltre a farsi del male, rischiano di subire tutti i malanni che possono giungere dai primi.

Presto il mercato ritornerà a mettere nelle quotazioni le elezioni francesi,  ponderando la necessità da parte della BCE di dover  considerare nelle sue decisioni anche la necessità di fare le veci  alla debolezza politica dell’Unione. Il mercato sa che senza la politica ultra accomodante della Banca Centrale,  le aree periferiche entrerebbero velocemente in un avvitamento della crisi. Il mercato apprende e calcola ogni giorno che investire in usd rende di più rispetto all’investimento in euro.

Nei prossimi giorni si ritornerà a collaudare quindi l’area 1,06; Il trigger che riattiverà il ribasso coincide con la violazione di 1,0670 eur usd. Il passaggio sotto tale soglia innescherà nuove vendite in grado di spingere i corsi sotto area 1,06 livello sopra il quale si sono chiuse le contrattazioni  nelle ultime settimane. Pertanto si guarderà a questo livello per cogliere ulteriori spunti tecnici su cui ricostruire la struttura regressiva del cambio (chiusura settimanale inferiore a 1,06). Rimane, come scritto nel nostro Outlook mensile WB Perspectives©,  l’area 1,05 quale livello principale di riattivazione dei ribassi. Tuttavia credo che a tele scopo sia di per se già sufficiente fissare una chiusura settimanale sotto 1,06 per ridare tono alle vendite. Contestualmente i livelli su cui abbiamo postato i controlli di rischio rimangono sempre posizionati sopra 1,0750 ed 1,0830 eur usd.

WB ANALYTICS: EUR USD
WB ANALYTICS: EUR USD

THE BIG BORDER ADJUSTMENT

THE BIG BORDER ADJUSTMENT

La riforma fiscale americana, un rischio per il commercio internazionale

 

E’ probabile che nei sondaggi di opinione tra i money managers sui rischi che pesano sui mercati in questo 2017, le elezioni europee rappresentano la leva più distruttiva. In realtà la riforma fiscale sulla tassazione delle imprese americane annunciata dal presidente Donald Trump, The Big Border Adjustment, costituisce un elemento di attenzione estremamente rilevante, soprattutto sul lato delle importazioni e delle esportazioni.

Le imprese attualmente pagano le imposte sui profitti realizzati. La riforma  Border Adjustment cambierebbe le modalità  con cui si procederebbe al calcolo della formazione degli utili. Le importazioni non potrebbero più determinare componenti di costo mentre i ricavi da esportazioni  non concorrerebbero più a formare la base su cui calcolare  gli utili ai fini fiscali. In pratica il conto economico sarebbe costituito ai fini della tassazione soltanto dal differenziale tra costi e ricavi maturati nel Paese senza il concorso delle importazioni quali componenti di costo e delle esportazioni quali componenti di ricavo.

E’ chiaro il segnale protezionista e le relative reazioni che un simile provvedimento rischia di scatenare sul commercio mondiale. Il provvedimento incentiverà inoltre le aziende a rilocalizzare la loro produzione negli Stati Uniti.

Approfondisci

EURO: LAVORI IN CORSO

EURO: LAVORI INCORSO

Siamo alle prime battute del 2017 e soprattutto alle prime battute dell’era Trump. Il mondo sembra punto a capo cambiato. Il tempismo è tutto, mentre noi restiamo pedine di un gioco spietato dove il ricatto diventa un sapiente intreccio narrativo, il legame tra l’informazione e i destini politici incrociano quelli economici di un paese. L’Italia, paese mai risollevato dalla crisi del 2011 rimane anello critico di una costruzione sempre più vulnerabile, l’euro.

Siamo ormai entrati definitivamente in questo 2017. Temi, tensioni e forze assertive hanno già delineato il percorso. La nuova Amministrazione Trump, vero outsider di questi tempi, ha obbligato i mercati a rielaborare le strategie d’investimento riconsiderando gli elementi che possono accelerare o meno l’appetito per il rischio. Wall Street fa buon viso ad un non proprio cattivo gioco. La Fed rimane ferma sulle sue linee di policy. I mercati azionari al momento si sentono più forti di quanto possa nuocere ai corsi azionari una politica monetaria restrittiva.

Approfondisci

THE DOLLAR TRUMP

THE DOLLAR TRUMP

Il Presidente Trump ha promesso agli americani in campagna elettorale di migliorare le condizioni della middle class con il programma American First.  Cosa significa per il commercio internazionale? Quali impatti avrà sul dollaro? Siamo alla vigilia di una nuova guerra valutaria?

American First ha rimesso in discussione la sostenibilità del rialzo del dollaro. Trump sta alle imprese come Obama stava alle banche. Il primo necessita di un dollaro debole, il secondo forte. Ma il rapporto di cambio si compone di due termini che nel caso dell’eur usd corrisponde all’Unione Monetaria Europea. I problemi e gli squilibri nell’Eurozona sono noti, come del resto è nota la disgregazione in atto attorno al suo perimetro.

EUR USD 1
WB ANALYTICS: EUR USD THE DOLLAR TRUMP

Difficile quindi comprendere attorno a quali convinzioni il mercato si aggregherà. La risalita del cambio in area 1,0750 porta di fatto le contrattazione ad una verifica tecnica assai importante. La violazione aprirebbe una finestra di ricoperture assai significativa in grado di spingere i prezzi verso 1.10/11 dove transita al momento la linea di confine del ciclo rialzista del dollaro.

Ritorni di valori sotto 1.0550 e 1.04 riattivano di fatto il bear trend dell’euro, confermando gli obbiettivi che da mesi stimo sotto la parità. Mentre l’eur usd affronta la fase di verifica, la sterlina si apprezza sia sul dollaro che sull’euro. Il cable è in corsa per area 1,2750, l’eur gbp invece tenderà a riavvicinare quota .8350 in un primo tempo per proseguire verso 0.80.

EUR GBP
WB ANALYTICS: EUR GBP THE BREXIT AFTER

Anche le corone scandinave si stanno rafforzando sull’euro offrendo ancora occasioni di acquisto. L’euro rimane dunque debole. Questo piace alle borse. La liquidità abbondante ed in uscita dal comparto obbligazionario si riversa sugli indici premiando come ho già scritto sia le aree emergenti che quelle ad economia avanzata. Lo Standard & Poor 500 pur in debito di una correzione ha consolidato i guadagni e si appresta a fissare nuovi record. E’ probabile che con la pubblicazione delle trimestrali si prenda una pausa dopo aver fissato un picco relativo tra 1300/1310. Su tale livello la volatilità potrebbe rianimarsi senza tuttavia mettere in discussione la tenuta del bull market dominante, potrebbe infatti creare nuove occasioni d’acquisto.

S&P 500
WB ANALYTICS: S&P 500 AMERICAN FIRST
FTSE MIB
WB ANALYTICS: FTSE MIB

L’Italia nel frattempo tra scalate ostili o meno, aggregazioni e quant’altro ha ravvivato il suo interesse. L’attivismo è sorprendente. Sembra di assistere ad un risiko con i francesi, interessati a comprare i pezzi pregiati del nostro mercato. Le coincidenze tra più operazioni fanno pensare ad un disegno strategico. Domanda centra qualcosa la debolezza dell’euro e le innumerevoli prese di posizione sul suo futuro incerto?

 

EUROSTOXX 50
WB ANALYTICS: EUROSTOXX 50

 

MSCI WORLD
WB ANALYTICS: MSCI WORL AND THE BEAT GOES ON

 

2017 Buon anno!

Il 2017 potrà riservare sorprese positive? Le borse potranno continuare il rialzo innescato dopo l’elezione di D. Trump e l’esito del Referendum in Italia? L’euro rimane debole?

DOLLAR INDEX
WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX

l 2016 è storia. E’ iniziato male, molto male, alla fine si è ripreso, soprattutto dopo il superamento dei tre eventi elettorali che tanto hanno disturbato la lettura delle opportunità sui rischi.

Il dollaro, nostra bandiera sul campo di battaglia, non ha deluso le attese. Il cambio eur usd è scivolato sino a fissare minimi infraday a 1,0350 con chiusure postate poco sopra quota 1,04. La chiusura di fine anno sopra 1,05 con un’accelerazione a 1,0650 non ha annullato la debolezza dell’euro che rimane confermata anche per l’anno in corso.

WB ANALYTICS: EUR USD
WB ANALYTICS: EUR USD

Il petrolio ha riassorbito le perdite dell’autunno fissando valori sopra area 52 usd/bar (Light Crude). Attendiamo di verificare gli eventuali consolidamenti sopra tale soglia per confermare la nostra view a 65 usd/bar nel medio termine. Con il rialzo dei prezzi del greggio e delle materie prime si sono mossi anche i rendimenti obbligazionari. Il 10 anni Usa dopo aver violato in autunno area 1,80 ha accelerato fissando un massimo attorno a quota 2,50. La nostra attesa, al di là di iniziali consolidamenti, conferma una view rialzista con orientamenti verso area 3%. Ciò ha impattato significativamente sui corsi dei Global Bond, degli Emerging Bond ed in parte anche degli Eurobond.  Il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve non ha sorpreso nessuno, fatta eccezione per le dichiarazioni del presidente Yellen quando ha annunciato altri tre aumenti per il 2017. Ciò unito al prolungamento del QE in Europa dovrebbe portare ulteriore forza verso il dollaro.

WB ANALYTICS: USA 10 Y YIELD
WB ANALYTICS: USA 10 Y YIELD
OIL WTI
WB ANALYTICS: LIGHT CRUDE OIL

Le borse dopo l’elezione di D. Trump e l’esito del Referendum in Italia hanno chiuso l’anno in recupero. Tale recupero porterà nei primi giorni di gennaio a prese di beneficio. L’offerta produrrà una breve correzione a cui dovrebbe seguire un nuovo rialzo.

Il nuovo anno presenta molteplici situazioni che posso costituire rischi ma anche opportunità a partire dai 3 eventi elettorali già calendarizzati (Olanda, Francia, Germania) ed uno la cui data non è stata ancora fissata, l’Italia. Nel 2017 dovremmo avere conferme sul trend di crescita delle principali economie mondiali.

Di conseguenza ci attendiamo un rialzo dei corsi delle materie prime, e del petrolio in particolare, nonché un ulteriore apprezzamento delle borse azionarie. L’S&P 500 dovrebbe quindi bilanciare gli eccessi di comprato dopo le Presidenziali riportando i valori verso area 2180; ci sono comunque diversi sostegni tecnici che proteggono il trend dominante, per cui pensiamo che la correzione possa produrre opportunità in ossequio ad un clima macro che offre maggiore visibilità. Ciò non significa che siano sparite le preoccupazioni. I problemi sono molti a partire dall’enorme stock di debito accumulato a livello globale, 217.000 Bil., 325%  rispetto al GDP mondiale. Il rialzo dei rendimenti oltre determinati livelli può quindi rappresentare una minaccia che al momento il mercato non prezza. Fintantoché il mercato sottovaluterà le preoccupazioni i mercati azionari potranno continuare ad apprezzarsi. L’S&P 500 potrebbe raggiungere l’area 2450/500. In termini di forza relativa gli indici più penalizzati nel 2016 potrebbero beneficiare di maggior attenzione nelle rotazioni tattiche, Italia in primis. Il range 19000/18500 dovrebbe contenere le flessioni iniziali e consentire un ulteriore ripresa dell’indice sulla scia dell’azione di riparazione del sistema bancario e sulla debolezza dell’euro. Non escludiamo ritorni di valori sui massimi degli ultimi 8 anni.

S&P 500
WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500

FED: FED FUNDS +0.25%

FED: FED FUNDS +0.25%

La Fed alza i tassi secondo le attese. Il comunicato rilasciato a margine del FOMC apre attese per ulteriori 3 rialzi dei tassi per il 2017.

L’euro reagisce negativamente spingendo il cambio nuovamente sotto 1.06. A questo punto ci attendiamo una conferma della violazione del big range che ha governato il rapporto di vambio eur usd nel 2015-2016. Ciò conferma la nostra attesa per target in direzione della parità a breve medio con potenziali ulteriori cadute verso area 0.96/0.95.

WS accoglie la notizia senza cambiare il bias positivo che ne governato le oscillazioni dopo l’elezione di D Trump. Probabilmente risulterà penalizzato il mercato immobiliare e le compagnie maggiormente indebitare, positivo quello bancario.

Il 10 anni sale oltre il 2.50%, stimiamo che in un orizzonte di medio termine il tasso a 10 anni US possa salire verso il 3%. Ciò potrebbe creare a tendere problemi al mercato azionario che attualmente quota P/E elevati a 26.13.

Stimiamo a breve la verifica del nostro target price per il Dollar index  a 105.

EUR USD 1 H AFTER FED HIKE
WB ADVISORS: EUR USD 1 H AFTER FED HIKE

EUR USD: ADESSO SI ASPETTA LA FEDERAL RESERVE

L’estensione del QE sino alla fine del 2017 rafforza la nostra visione negativa  sull’ eur usd. La necessità di sostenere il sistema finanziario, banche in primis, bond governativi, ha spinto la BCE a dichiarare con forza contro ogni polemica la volontà di prolungare il QE. Adesso la parola passa alla Federal Reserve.

Possiamo leggere il messaggio esprimendo un giudizio positivo piuttosto che negativo, dipende da che parte si vuol stare in un momento storicamente critico.  Possiamo essere d’accordo che un politica estremamente accomodante possa creare forti squilibri sui mercati, non ultimo bolle. Ciò detto si avvertiva l’estrema urgenza di un messaggio rassicurante dalla BCE per evitare che gli effetti di un vuoto politico nell’Eurozona potesse travolgere non tanto la sua infrastruttura tecnocratica, quanto la sostenibilità di paesi come l’Italia fortemente debilitati da politiche di austerity incapaci di produrre segnali su cui confidare una fase di ripresa stabile nel tempo.

Qualsiasi parte politica non ha più pudori nell’ammettere la perdita di competitività e quindi di produttività del Paese.

In assenza di aggiustamenti valutari all’interno dell’area, l’unica via di uscita ad effetto immediato rimane la svalutazione del rapporto eur usd.  Con le coraggiose decisioni odierne la linea di policy monetaria amplifica le divergenze rispetto a quella dell’americana Federal Reserve. L’eur usd rimane quindi sotto pressione e sempre orientato ad avvicinare la parità nel breve termine. Si tratta dell’unica via per sostenere la crescita attraverso l’export extra UE.

Ritorni dei corsi sotto 1.06 eur usd, riattiva nuove vendite di eur o favorendo un primo test dell’area 1,04. Ciò determinerà un cambiamento del quadro tecnico nei mercati. L’area 1.06 costituirà una forte barriera qualora ritornassero nuove spinte al rialzo fissando definitivamente l’abbandono dell’ampio range entro cui l’eur usd hanno oscillato negli ultimi 18 mesi.

Con l’odierna riunione della BCE si completa il primo ciclo di eventi significativi capaci di contrastare il vuoto politico già presente in Europa da Brexit in poi, ora attendiamo la Federal Reserve. Le banche centrali che piaccia o no, continueranno a governare le vicende economiche, quindi politiche, fino a quando non apparirà una classe dirigente capace di incidere con efficacia  nelle scelte politiche utili a riportare in equilibrio il mondo. Ciò a dire riportare la gente comune a riaccendere la speranza.

Un sospiro di sollievo per l’Italia.

Wlademir Biasia

WB ANALYTICS: EUR USD
WB ANALYTICS: EUR USD

Salva

Salva

Salva

BCE QE: YES OF COURSE!

La BCE non delude i mercati, proroga il QE sino a dicembre 2017 mettendo al sicuro le aree periferiche da eventuali aggressioni sul loro debito.

Prosegue l’atteggiamento espansivo con l’introduzione di una gradualità del tapering. Dopo la scedenza del prossimo marzo 2017 la BCE procederà diminuendo a 60 miliardi l’acquisto mensile di bond QE. Evidentemente c’è la piena consapevolezza della fase delicata in cui alcune aree stanno attraversando, Italia in testa.

Ci attendiamo una prosecuzione del rialzo delle banche e del FTSE MIb oltre 18500 con una pausa intermedia che potrebbe aprirsi proprio a ridosso di 18400/500.

L’euro dovrebbe ritornare a ripiegare: violazioni di quota 1,0690 riporta il cambio in direzione dei precedenti minimi. Inoltre la violazione di 1.0690 dovrebbe aprire la strada per un ridimensionamento sotto area 1,05 con un target di breve a 1.04 area.

Attendiamo la conferenza dopo le 14.30 di Mario Draghi BCE

 

EUR USD ANALYSIS
EFFETTI ANNUNCIO BCE QE: EUR USD ANALYSIS

BCE QE: SI – NO

Un nuovo referendum si apre  dopo il voto in Italia: BCE QE: SI – NO. I mercati hanno già dato la loro risposta: SI.

Concluso il referendum sulla riforma della Carta Costituzionale in Italia si apre  un altro referendum, questa volta all’interno del Board della BCE, in merito alla prosecuzione del programma di allentamento monetario QE. Con la risposta che giovedì il governatore Mario Draghi darà ai mercati si conclude un pezzo significativo del percorso che impatterà sull’Eurozona e sull’euro.  Non c’è dubbio che l’esito del referendum in Italia ponga la questione ancora più seriamente di quanto non fosse prima di questo voto.

Il sostegno che la BCE può dare ai mercati ed all’Italia con un prolungamento del QE è fuori discussione. Il mercato sconta in queste prime battute post referendum tale ipotesi. Lo spread rimane sotto i 200 punti base, tuttavia gli occhi di tutti gli operatori, algoritmi compresi, fisseranno con estrema attenzione area 2.10 (rendimento 10 anni). Quota 1,90 costituirà nel frattempo la soglia sotto la quale revocare ogni segnale di allerta.

IT 10 Y YIELD

WB ANALYTICS: 10 Y YEALD 4 H

Per quanto riguarda la reazione dei mercati azionari ed in particolare di Borsa Italiana, dovremmo attendere gli aggiornamenti sul piano di ristrutturazione della banche in difficoltà. Il FT riportava nei giorni scorsi la notizia di un più che probabile default di otto istituti. Tutti sanno che un simile evento contagerebbe l’intero sistema. Ragione per cui si cercherà una soluzione. L’indice dopo un’apertura debole, più che prevedibile si sta già ricomponendo. Tuttavia nelle prossime ore area 16200 continuerà a rappresentare la soglia critica che mani istituzionali cercheranno di proteggere al fine di evitare un ulteriore accelerazione negativa al listino. Diffcile pensare che vi siano le condizioni per un recupero oltre 17200, anche se l’attesa relativa al meeting della BCE visti gli esiti del referendum porterà i mercati a scontare in positivo sui prezzi di borsa.

FTSE MIB

WB ANALYTICS: FTSE MIB 4 H

In fine l’euro dollaro dopo aver toccato un minimo a 1,0530 nella notte recupera riportando i prezzi a ridosso dell’area 1.0650. I massimi di questi giorni costituiranno resistenza  e tenderanno ad opporre un ostacolo al tentativo di ricostruire un recupero. Sul terreno valutario il confronto si estende al Fomc della prossima settimana. La Fed dovrebbe alzare i tassi e aprire ulteriormente la forbice tra quelli UE e quelli USA.  Per un quadro completo dovremmo verificare le chiusure di fine mese. Sotto 1,06 l’euro conferma la sua debolezza, il che significa un ulteriore passo per il Dollar Index verso la direzione del target 105.EUR USD HOURLY

WB ANALYTICS: EUR USD 4 H

 

 

 

 

REFERENDUM E MERCATI

REFERENDUM E MERCATI: siamo bombardati da voci, articoli, dichiarazioni che che vogliono educare il nostro pensiero. SI o NO. E’ la nervosa attesa di un esito che quanto più è invocato tanto più colora l’aspettativa di timore o paura per la sua mancata realizzazione.

Si osservano i sondaggi e si medita di conseguenza sugli impatti che il voto avrà sui mercati. In queste ultime settimane sono stato ospite di molti incontri per esprimere un parere su ciò che accadrà il 5 dicembre. SI o NO, non è questo il dilemma. La vera attesa è centrata su ciò che la BCE dichiarerà l’8 dicembre in merito alla dilazione del QE.  Ne è la riprova il fatto che in parallelo a quello italiano sia salito anche lo spread spagnolo. I rendimenti sui Bonos erano rimasti sotto l’1% durante tutto il lunghissimo periodo in cui in Spagna non si riusciva a formare un governo, nonostante i ripetuti suffragi elettorali. Recentemente anche il differenziale sul 10 anni tra Spagna e Germania ha subito le pressioni del mercato. Indubbiamente l’Italia somma l’attesa sul referendum a quella più concreta sul prossimo meeting della BCE. Benchè i mercati scontino una prosecuzione del programma, magari con una riproposizione rivista rispetto al QE in scadenza,  lo spread continua a puntare a superare la barriera dei 200 punti base. Il nostro target rimane al momento fissato a 230 b.p..

Purtroppo sotto la superfice mediatica sul referendum, vi sono sempre gli stessi temi che riportano l’attenzione su fondamentali che rimangono estremamente vulnerabili, soprattutto se non si innesca un trend di crescita più robusto. L’equazione debito, crescita e relativa sostenibilità dell’onere, si presta a continue attenzioni da parte degli investitori. Ciò è ancor più vero se si considerano i potenziali cambiamenti che gli Stati Uniti si apprestano a mettere in cantiere con gli interventi annunciati in campo economico e fiscale da Donald Trump. I possibili effetti di un allentamento fiscale ed un grande piano di investimenti su infrastrutture potrebbe spingere la Fed ad assumere un atteggiamento più restrittivo di quanto gli investitori scontavano  prima delle elezioni.

In effetti la reazione al voto americano è stata immediata: rendimenti in forte rialzo e dollaro spinto sui massimi degli ultimi 24 mesi. Nell’Outlook che inviamo ai nostri Clienti avevamo già messo in allerta ad agosto sul rialzo dei rendimenti, mentre sul dollaro siamo positivi ormai da oltre 24 mesi. Abbiamo sempre sostenuto l’idea che le quotazioni del cambio eur usd siano destinate a scivolare verso la parità, mentre sul Dollar Index abbiamo sempre confermato un target intermedio in area 105, pur consapevoli del disavanzo commerciale degli USA. E’ fuori dubbio che i differenziali di crescita tra USA ed UEM siano a favore dei primi sui secondi. I due modelli si ispirano in maniera sempre più forzata a due visioni del mondo completamente divergenti contrapponendo la flessibilità dei primi sulla rigidità dei secondi. Al netto del grande surplus commerciale dei tedeschi, rimane il fatto che nell’Eurozona si continua a parlare da anni di questioni sempre sul tavolo e mai risolte: deficit pubblico, difficoltà a rispettare i parametri imposti dal Trattato, disoccupazione, crisi finanziaria (banche). E’ vero che sia in America che in Europa la gente teme per il futuro, non ha più la visibilità necessaria per sognare, non a caso Donald Trump ha vinto promettendo: Make America Great again.

Ciò che forse ancora persiste è la speranza, il solo bene comune a tutti gli uomini,  sperando che anche coloro che non hanno più nulla la possiedano ancora.

EUR USD TREND
EUR USD TREND
SPREAD IT DE 10 Y YIELD
SPREAD IT DE 10 Y YIELD

 

Salva