A quanto pare il vento della speculazione ha le idee molto chiare. L’ultima parte della settimana ha messo in evidenza la vulnerabilità dei mercati rispetto a condizioni climatiche centrate su tensioni forse eccessive, ma pur sempre gravose. In discussione non è la Grecia ed il suo debito sovrano, bensì l’intera impalcatura dell’euro. Ne è espressione diretta la violazione di 1,4070 e successivamente 1,3810 contro dollaro. Quest’ultimo livello delimitava il 50% di ritracciamento di tutto il movimento rialzista performato dalla divisa europea a fard data dallo scorso mese di marzo. La metrica con cui i prezzi stanno avvicinando il nostro target 1,33 accentua in termini temporali la velocità con cui il mercato ha aggredito gli eventi. Ne subiscono le ovvie conseguenze tecniche il WTI ed in generale tutte le commodity. Il greggio ha così avvicinato la soglia segnalata la scorsa settimana a 70,50, ora in transito a 71, evidenziando rischi di ulteriori cadute possibili in direzione di 65 usd qualora non vi fosse un ritorno della domanda. Altre commodity strategiche hanno segnato flessioni significative, primo fra tutte il rame (- 20%); l’oro ha ceduto area 1070 dove si sono concentrati negli ultimi mesi significativi livelli di acquisto. La violazione implica una potenziale liquidazione di strategie long in grado di spingere progressivamente gli scambi verso l’area 1030/20 senza escludere potenziali cadute all’interno del range 950-900 usd/oz. Il ridimensionamento delle commodity sta in qualche misura ridimensionando le attese sull’inflazione prospettica e conseguentemente imponendo un riassetto di molti portafogli. I bonds inflation linked rischiano di perfezionare un primo segnale di inversione qualora i corsi cedano il passo sotto i minimi segnati lo scorso novembre. Il Bund ha tratto naturale vantaggio dalla situazione capitalizzando da un lato un ritorno verso la qualità, dall’altro un ridimensionamento delle aspettative su un irrigidimento della curva. La prossima settimana sarà ancora focalizzata sulle pressioni esercitate nei confronti dell’euro con i conseguenti riflessi sul mercato delle commodity e dell’equity. Lo Standard & Poor si appellerà alla tenuta di area 1065 & 1035/30 per esorcizzare cadute più violente. Le dimensioni della reazione eventuale(tenuta di 1065) consentiranno di produrre un quadro più ampio sugli assetti dell’attuale trend il cui passo attuale impone cautela. Il Bund continuerà a beneficiare delegando ad area 124,50 una verifica significativa sullo stato di forza dell’azione rialzista in virtù di potenziali prese di beneficio posizionate sul livello.
|