Alla fine anche il Bund ha ceduto il passo all’incalzante rialzo di oro e commodity! Come atteso, i prezzi, dopo un ultimo - disperato - tentativo di ritorno verso area 122,80, si sono allineati al contesto intermarket subendo le vendite cagionate da un progressivo interesse per oro petrolio e materie prime in generale. Le ultime tre sedute del Bund ratificano uno scenario pro ciclo abbandonando con estrema velocità la parte alta della gamma di valori che aveva governato l’attività di trading agli inizi del mese. Prossimamente assisteremo ad una prova di forza di quota 120 dove per tutta l’estate si sono formati quattro buy signal robusti. E’ verosimile attendersi ancora qualche minima reazione ma la struttura tecnica appare ormai compromessa e come più volte ribadito vulnerabile ad una rottura in grado di trascinare le vendite sino agli obiettivi attesi in area 117/116,80. Tale impostazione ci porta direttamente a considerare ipotesi di lavoro favorevoli ancora una volta alle commodity ed alle borse azionarie. L’oro in anticipo rispetto ad altre asset class, sta programmando un collaudo dell’area supportiva come scritto la scorsa settimana a 1030/1020 per ratificare definitivamente il set up rialzista. La tenuta del range, omologa di fatto la percezione degli investitori orientandoli ad incrementare le posizioni long con strategie che implicano riassetti di portafoglio anche di natura strategica. Il WTI in scia all’oro ha violato area 75 usd/bar consegnando al mercato due possibili messaggi: crescita ed inflazione. La prima per quanto moderata rappresenta un tema su cui le scommesse giocano più un ruolo assertivo, la seconda come scritto in altre occasioni c’è ma non si vede! La tenuta del WTI oltre quota 74,50 favorirà rialzi in direzione di obiettivi a suo tempo stimati in area 80 & 90, anche se molto probabilmente dovremo aggiornare tali valutazioni con up-grade di valore più consistenti. Ciò non può che riportare la nostra attenzione verso il dollaro i cui handicap rischiano di produrre squilibri che dovremo affrontare il prossimo anno. Nel frattempo i rialzi dell’euro giocano un ruolo di attrazione importante, tale da far pensare che i massimi storici siano nuovamente chiamati in causa. L’attenzione sull’euro non deve altresì nascondere la vera debolezza che il dollaro evidenzia nei confronti di monete minori,… quasi in via di sviluppo, un esempio per tutti la rupia dello Sri Lanka. Il Dollar index continua infatti a scivolare con determinata progressione verso i target 74 & 70 senza riuscire ormai a costruire una reazione significativa. I mercati azionari hanno raccolto tali segnali abbandonando la prudenza, sfidando quindi la lettura delle trimestrali con anticipo, scontando sui prezzi da un lato crescita misurata e dall’altro necessità di investire in capitale di rischio. Gli affari nel mondo sono ancora modesti, tuttavia il Baltic Dry index dopo un periodo di preoccupante caduta ha dato segni di risveglio, non sono ancora sufficienti, però di questi tempi meglio accontentarsi ed essere sempre vigili.
|