Quanto l’effetto Dubai ha sconvolto gli equilibri presenti sui mercati? Quanto il contagio rischia di minacciare la tenuta dei trends dominanti? I Cds spread sul debito di Dubai sono già sensibilmente aumentati, tuttavia l’intelaiatura generale sta reggendo anche se con un certo affanno. Il petrolio ha subito più di ogni altro indicatore le ripercussioni con flessioni che hanno spinto i prezzi a testare livelli di supporto significativi al limite della tenuta del trend rialzista. Riteniamo che l’Area 72/71 rappresenti un primo significativo collaudo della tenuta della tendenza rialzista. Per considerare un ritorno alla normalità dovremmo rilevare reazioni in grado di riportare le contrattazioni oltre l’area 74/75. La caduta del greggio non ha contaminato al momento il driver sulle commodity: l’oro. I prezzi hanno subito prese di beneficio che assumono carattere correttivo soltanto sotto area 1140 con vendite che riporterebbero i prezzi formare minimi relativi a ridosso di 1070. Su questi valori e comunque sino ad area 1030 non avremmo segnali di inversioni del trend ma soltanto un’ampia correzione su cui si accenderebbero diversi riflettori. E’ chiaro che la circolarità degli effetti evidenziati porterebbe l’attenzione sul dollaro, come sempre baricentro di un equilibrio presente tra commodity - carry trade - listini azionari. In settimana il Dollar Index aveva proseguito il suo declino in direzione del target primario in area 71/70 fissando lungo il percorso nuovi minimi di periodo. L’euro come atteso aveva assecondato la debolezza del dollaro ritornando a quotare oltre area 1,5050 con un’accelerazione che l’aveva avvicinato al target 1,54 (max 1,5140). Nel rapporto con lo yen la divisa americana ha violato i minimi dell’anno a 87,16 proseguendo la navigazione verso area 80, nostro livello di stima sugli sviluppi potenziali del down trend. La reazione del dollaro al momento non ha spaginato le rotte tracciate, tuttavia ha riportato i valori, anche in questo caso, a rivedere i supporti di riferimento della tendenza primaria in area 1,48/47, tuttavia potremo cogliere segnali di riattivazione della debolezza del dollaro nel momento in cui i prezzi saranno in grado di riportarsi nuovamente oltre 1,50. In un quadro in cui il mercato con estrema rapidità ha polarizzato le proprie azioni stressando i livelli di supporto primario dei trends dominanti, il Bund future ha violato impetuosamente area 123, livello che ritenevamo piuttosto solido. Oltrepassare tale soglia significa secondo il nostro approccio, chiudere una parentesi riflessiva ed attivarne una più impulsiva. E’ verosimile pensare che in assenza di un ritorno delle contrattazioni al di sotto di tale livello, esprima condizioni generali di sofferenza verso il rischio e quindi di appesantimento della struttura portante del mercato azionario; i minimi che abbiamo visto nel mese di novembre rischiano di essere riavvicinati e pertanto rappresenteranno il vero collaudo per la fine ma soprattutto per le modalità con cui ripartirà il 2010. Ciò nonostante ribadiamo ancora il nostro pensiero positivo confidando sulla tenuta dei livelli di supporto riattivando l'azione espansiva ancora per qualche mese.
biasia 16.11 1 04/12/2009 10.21
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