Benvenuti - 05/09/2010
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IL BUND RESISTE ALLE COMMODITY MA NON ALLE BORSE!
14/12/2009

>> Bull

Con molta probabilità, l’unico effetto concreto che la Grecia ci ha recapitato porta il congedo magari momentaneo, della forza dell’euro. Provocatoriamente si potrebbe inventare che la BCE abbia cavalcato il già noto problema del debito greco per logorare la forza dell’euro. Comunque sia il risultato appare efficace e sorprendente. Efficace in quanto più di ogni manovra sul mercato aperto l’evento ha riportato il cambio al disotto di area 1,50, scompaginando la struttura tecnica su cui i traders stavano costruendo l’ennesima accelerazione della divisa europea nei confronti del dollaro. Ora, il supporto che si è formato in area 1,4670 rappresenta la soglia su cui si concentrerà la tensione operativa dei traders. Violarla risulterà sufficiente per dissolvere la forza dell’euro ed inserirlo nel range sottostante che quota un limite a 1,41. Basterà che l’inerzia degli scambi attuali produca un misurato rimbalzo in area 1,4850 e riporti le contrattazioni nuovamente sui minimi per far scattare la condizione utile a stressare definitivamente l’appeal sull’euro. Del desiderio di contrastare la debolezza del dollaro vi sono altri nomi illustri quali la BoJ, che la scorsa settimana aveva tentato di indirizzare una reazione frantumatasi a quota 90,75 anzitempo rispetto alla resistenza 92. La partita non è finita! Tuttavia ciò che ci interessa è capire in quale misura il mercato riuscirà ad emanciparsi dai temi del carry trade, dalla forza del petrolio e delle commodity e così via. In altri termini dovremo verificare in quale misura l’azione espansiva dei listini azionari sarà in grado di svincolarsi da quei fattori che tanto hanno contribuito ad invertire la precedente tendenza ribassista. In prospettiva, qualora l’euro dovesse cedere la soglia indicata, il mercato delle materie prime subirebbe un indebolimento generale più articolato su una pendenza geometricamente inferiore ai 21 gradi. In effetti tutto il comparto delle commodity si è già adeguato alla situazione avviando un processo correttivo. La revisione ha coinvolto anche l’oro: i prezzi hanno subito vendite che espongono i valori a regressioni forzate in direzione di quota 1000/1070 senza escludere come rilevato due settimane fa, un ritorno sulla demand line 1030. Si tratta di uno scenario piuttosto inatteso ma che non sconvolge il quadro di fondo se delimitato negli ambiti descritti. Del resto non credo che tale situazioni pregiudichi la tenuta del momentum positivo sulle borse azionarie. Una prima conferma giunge dall’iniziale indebolimento del Bund future: le contrattazioni hanno riportato i valori a collaudare il supporto che la scorsa settimana qualificavamo critico in area 123 (122,70 intraday). Violarlo significa riportare i prezzi al centro del range precedente 123-120, ma soprattutto offrire driver diversi alle borse.
 




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