Benvenuti - 05/09/2010
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L’S&P 500 CHIUDE SOPRA AREA 1090:SHORT COVERING
27/02/2010

>> World

L’agitazione dei mercati azionari si è trasformata nell’ultima settimana in emergenza tanto da dover sollecitare l’intervento di una rete di protezione in grado di arginare la pressione delle vendite con l’obiettivo di imporre al mercato un’azione di ricopertura certa da far riassorbire le regressioni delle ultime ore. La controffensiva degli “iniziati” è partita dai listini americani per imporre la successiva replica in quelli europei ed asiatici. Per cui mentre sul fronte europeo le vendite di liquidazione stavano cedendo il passo alle “scoperture”, in America lo Standard & Poor ha frenato con una robusta reazione proprio a ridosso delle prime aree di quello che noi definiamo controllo del rischio contigue a quota 1090. Sottraendo alla vicenda ogni carattere di ovvietà e naturalezza per generare sorpresa, il mercato ha reagito in modo disordinato privo delle verifiche interelazionali utili a dare al quadro d’insieme un articolazione senza rispondere ai paradigmi di mercato. Ciò che emerge è un profilo operativo in cui l’America gode di forza relativa comparata ad altre aree con un dollaro altrettanto muscoloso in cui filtrano segnali di debolezza sulle commodity e ritorno di forza riflessa, per cui a nostro avviso momentanea, sui bonds. Il disordine è declinato dall’incongruenza dei fattori che compongono il frame work operativo. Il Baltic Dry index continua a manifestare una esplicita debolezza alla ricerca di una pavimento su cui attivare una reazione, di converso il Wti non riesce, come anticipato nelle precedenti considerazioni, a superare quota 80 usd/bar, per cui chiusure sotto 76,50 rischiano di comprometterne ulteriormente la forza, di pari passo il Crb Index si confronta con area 269 per verificarne la tenuta ed evitare pericolose regressioni verso i precedenti minimi. Rimane comunque aperto il suo rapporto di debolezza nei confronti del dollaro americano. Il Dollar Index risulta tuttora impegnato a spingere i valori verso area 82,50/83,50 accompagnando nel movimento l’euro usd verso il target più volte sottolineato tra 1,33/1,32 senza escludere picchi inferiori in direzione di area 1,27. Tale scenario pur contrapponendosi alla forza delle borse azionarie non riesce al momento disgregarne l’impalcatura primaria; lo conferma la dinamica degli indici di volatilità: sia il Vix che il Vdax oscillano all’interno di range governati da una sostanziale stabilità. Per tutti e due il limite di controllo del rischio in termini di momentum si posiziona a quota 30 e definisce in valore di timing la vera allerta sui mercati azionari. Fintantoché tale livello conterrà le pressioni espansive i mercati avranno la possibilità di ricomporre le strutture rialziste ed imporre una cadenza in grado di ripristinare la via per area 1250.
 




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