Benvenuti - 05/09/2010
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I MERCATI AZIONARI VERSO NUOVI MASSIMI!
15/03/2010

>> crbs0261021

L’inerzia quasi noiosa sul mercato azionario di questa settimana fa pari con l’indolenza
dei bonds europei ed americani verso l’inclinazione al rischio riaperta al traffico delle borse. Il Bund future reagiva solitamente con estrema velocità ai cambiamenti di umore del mercato accogliendo i flussi migratori nelle fasi di debolezza e viceversa rilasciandoli nei momenti di euforia. Il gioco ha funzionato pressoché durante tutto il periodo di consolidamento delle borse congegnato tra lo scorso autunno ed i minimi di febbraio. A quanto pare stando al comportamento del Bund, il ritorno positivo di momentum sui mercati azionari non ha ancora galvanizzato gli investitori! L’indice S&P 500 quota proprio ridosso dei massimi dell’anno, all’apice del movimento di riassorbimento della crisi precedente. Evidentemente il timore, vittima dell’esperienza trascorsa, incede ad una più congruente esaltazione della realtà. Ma il tempo è sovrano ed il prezzo pagato al desiderio di assicurarsi conferme continue prima di muovere i passi rappresenta un tributo all’emotività! Per cui mentre attendiamo la violazione positiva di area 1150 di S&P 500, vale la pena di pianificare interventi operativi sulla contestuale rottura di area 122,20 del Bund future. L’azione risulterà con molta probabilità lenta ma il potenziale declino a quel punto risulterà ineluttabile. Di pari passo i rendimenti sul Treasury notes americano dopo l’ennesima flessione verso quota 3,50 ha ripreso a costruire base su base lavoro di accumulazione che riporterà nuovamente i valori a collaudare la tenuta di 3,80, dove da tempo abbiamo fissato i confini di una condizione accomodante rispetto ad uno scenario di tassi progressivamente al rialzo nella parte lunga della curva. Le banche centrali cercheranno di mantenere il loro bias di policy il più confortante possibile, quantomeno fintantoché la dinamica delle commodity lo consentirà. Oltre il muro 3,80 si innesca un primo target a 4,40 per proseguire nella definizione di nuove stime che rilasceremo nel tempo. Per la cronaca il Nasdaq ha già superato tale limite tecnico confermando l’ambiente impulsivo in cui la tecnologia muove i propri passi e che sostituisce in questa fase la guida delle commodity, imprigionate da un dollaro in forza sull’euro ed in debolezza sulle monete emrgenti. Il petrolio sta timidamente sfidando i picchi precedentemente fissati in chiusura a quota 83,18. Oltrepassare tale soglia significa imprimere un’ulteriore frazione di forza ed inserire i prezzi all’interno del range 80-90 usd/bar probabilmente con l’aiuto di una reazione dell’euro verso area 1,3850.
 




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