Le due grandi depressioni causate dalla precedente crisi sono in rotta di collisione! Da un lato i debiti sovrani accumulati per salvare tutto, dall’altro il difficile percorso della ripresa che continua ad ispirarsi alla capacità dei mercati di trasfondere fiducia! Un onda d’urto che rischia di produrre un cortocircuito. La volatilità oltre 20 punti segnala burrasca (oltre 33 tempesta)! Il dollaro ed il Bund diventano porti sicuri ed il fly to quality evidenzia movimenti che al di là dell’impatto emotivo devono farci riflettere. Perché un investitore è disposto a pagare il Bund oltre 127? Che cosa sconta? Il quadro delle interrelazioni ha cambiato assetto nelle ultime ore ( e non giorni) in modo radicale! Il battito d’ali delle farfalle sovrane sta alimentando la tempesta: l’euro, in parallelo all’ allargamento degli spread sui rendimenti europei, ha perso progressivamente terreno sino a collaudare il supporto su cui si è retta l’intera impalcatura che negli ultimi due anni aveva consentito ai prezzi di rimanere saldamente oltre l’area 1,25/1,27, di pari passo la sua forza ha contribuito a rivalutare i corsi di tutte le principali commodity e buona parte del recupero delle borse. Violare area 1,27(conferma in chiusura di giornata) significa aprire un ciclo di debolezza acclamata (1,22 & 1,15) e soprattutto non consentire nel breve e medio periodo un ritorno dei corsi oltre la soglia 1,30 con diverse implicazioni. Innanzitutto un ritracciamento delle materie prime: il petrolio ha violato al ribasso quota 80 ed in assenza di una reazione in grado di riportare i corsi oltre tale soglia, rischia di subire ulteriori pressioni regressive sino a collaudare nuovamente74,50 livello che si contrappone alla verifica di 71,50 ovvero il valore su cui buona parte degli strategist attribuisce uno dei segnali che riverberano la tenuta del ciclo espansivo. Di converso, l’oro, nonostante sia inversamente correlato alla divisa americana, si è rafforzato in direzione di quota 1250 (max 1212) dove abbiamo definito un primo obbiettivo del rally in corso, eventuali prese di beneficio troveranno un primo supporto a 1170 ed uno più robusto a quota 1140. L’antitesi generata dai due diversi comportamenti potrebbe preludere proprio ad una revisione dello scenario di fondo: rallentamento della crescita ed avversione al rischio. A ciò si sovrapponga il minimo segnato dagli indici azionari in queste ore. Non ci pare del tutto casuale il valore fissato - per un ordine errato- a quota 1060 di S&P 500, il livello misura nella metrica tecnica il confine tra uno scenario che malgrado tutto può tentare ancora una reazione ed uno in cui si rischia di invertire rotta. Attenzione quindi all’incrocio tra dollaro forte, petrolio e commodity industriali deboli combinato con l’avversione al rischio che continua a generare il rialzo dei bonds governativi, Bund e Treasury su tutti (supporti 126 & 118,50). Non a caso i rendimenti sul decennale americano hanno velocemente arretrato su posizioni più accomodanti rispetto al limite 3,80/90 che da tempo segnaliamo come area di confine del ciclo ribassista dei rendimenti sulla parte lunga della curva.
UP-TO-DATE LUNEDI' 10 maggio h.8.30
Il mercato apre a ridosso di livelli importanti sulla reazione del piano UE.
Ci attendiamo un -corpo a corpo- su livelli estremamente significativi.
E' il D-Day della UE contro le forze speculative. I futures scambiano su livelli estremamente significativi: ci attendiamo una reazione positiva in direzione di 20300 di FTSE Mib, 2650/60 Eurostoxx, 5990/6000 Dax.
S&P future 1160/1170.
I supporti che la UE sta tentando di difendere sono presenti in area 2600 Eurostoxx, 5880/850 Dax.
L'Euro dollaro tenterà di riavvicinare area 1,33, res iniziale a 1,30.
Reazione positiva del BTP future res: 116
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