Tutti i valori di su cui la scorsa settimana ci siamo focalizzati per controllare le condizioni di mercato hanno dato prova di incisività rispetto ai segnali di controllo delle reazioni operative. Il Vix è rimasto sopra quota 25, il Bund future oltre 125, accertando in tal modo che le tensioni presenti sui mercati azionari, nonostante l’intervento UE, sarebbero rimaste in funzione. L’odierna apertura ci riporta quindi sugli stessi valori di sostegno dello scorso lunedì segnalando, come peraltro scritto la scorsa settimana, un elevato grado di tensione dato dallo scontro tra venditori e vigilantes. Gli indici azionari rimangono quindi vulnerabili ed esposti a rischi che sintetizzano nei picchi minimi (segnati nelle sessioni del 6 e 7 maggio) la linea di confine tra uno scenario di contenimento ed uno in cui si genera un’inversione di tendenza definitivo.
Gli elementi di nervosismo sono altresì condensati nel comportamento dell’euro: le vendite non riflettono a nostro avviso attacchi tali da comprometterne la struttura politica, bensì tendono a cercare nuovi equilibri in termini di valore. Le attuali quotazioni risultano inserite all’interno di un’area ben lontana dai minimi storici (0,82) e tutto sommato ancora inserita nel - mid range point - di lungo termine come evidenziato nel grafico allegato. In condizioni di fondamentali deboli è normale subire la pressione delle vendite soprattutto in un quadro in cui la competitività risulta maggiormente compromessa da politiche fiscali restrittive. La discesa dei corsi al di sotto della soglia 1,2750 ha rinvigorito l’attività speculativa con azioni regressive che si sono accompagnate all’esigenza dei risk manager di coprire le posizioni debitorie in dollari ed in altre divise. La misura della forza speculativa è data dalla velocità con cui i prezzi hanno avvicinato la prima delle aree target segnalate a 1,22 (successivo 1,15). Un ulteriore elemento che completa il quadro e fornisce un segnale di debolezza che si riflette sulle borse è dato dal rapporto euro yen. I valori scambiano sotto 115 e tendenzialmente puntano a raggiungere quota 110 & 103 con il rischio di ritestare in termini tendenziali i minimi del 2000 quando il cambio fissò un bottom a 85.
Pure le relazioni intermarket tracciano condizioni avverse al rischio con segnali di debolezza, come annunciato la scorsa settimana, per il petrolio e i metalli industriali. La rottura di 74,50 sta spingendo i valori del Crude verso quota 71,50 dove abbiamo collocato il punto sotto il quale crediamo che aumenti la pubblicistica negativa sull’espansione del ciclo. Nel comparto delle materie prime di positivo rileviamo soltanto il rialzo del Baltic Dry Index, in netta divergenza rispetto all’andamento generale delle commodity industriali e dell’andamento del mercato azionario cinese con il quale intrattiene un rapporto piuttosto ambiguo! Di norma i rialzi del BDI hanno sempre anticipato la ripresa delle materie prime, in questo caso ci sembra un po’ prematuro in quanto l’azione regressiva di quest’ultime sta approcciando i primi livelli di supporto significativi. In effetti la violazione di area 71 del Crude Oil apre un nuovo scenario che identifica nella regressione dei prezzi un potenziale rallentamento della domanda e del ciclo economico con spinte riflessive che potrebbero preludere ad una discesa dei corsi in direzione del range 60/55 usd/bar.
Soltanto l’oro continua ad aggiornare nuovi record. I prezzi hanno verificato l’obiettivo 1250 usd/oz subendo parziali prese di beneficio. Il trend dominante rimane rialzista con aree di acquisto presenti a 1180/70.
Infine rileviamo il costante interesse per i bonds governativi tedeschi ed in parte statunitensi. Il fly-to-quality governa buona parte degli acquisti guidati dalla tenuta di supporti presenti ancora in area 125 per il Bund future e 118 T-Notes future.
AGGIORNAMENTO 19.05. H. 16.00
Ci attendiamo un proseguimento delle vendite sul mercato a causa delle decisioni prese dalla Germania. In particolare sarà il mercato dei derivati ad appesantire le borse. Nei prossimi due giorni ci attendiamo un ulteriore pressione ribassista in grado di spingere gli indici verso i minimi dello scorso 6-7 maggio. Eurostoxx 50 target 2450 & 2350.
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