Benvenuti - 05/09/2010
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SIAMO PROSSIMI AD UNA CRISI VALUTARIA DEL DOLLARO?
09/10/2009

>> wba12

Oro sopra 1020! Un evento? Sì ma la notizia più rilevante è data dalla prostrazione del dollaro nei confronti del mondo intero. Difficile trovare una moneta che non riesca ad approfittarsene del momentum negativo della divisa americana. La scorsa settimana abbiamo concluso il nostro intervento segnalando la forza di alcune monete emergenti, sottolineando la negatività del Dollar Index sempre orientato a verificare i minimi in area 70,60. Il dato rilevante è costituito dalla specularità dell’andamento del dollaro nei confronti dell’oro: se noi stimiamo un rialzo del metallo sino a 1250 usd/oz significa che dobbiamo considerare un valore della moneta per effetto della correlazione inversa assai debole. Il Dollar Index da quando è stato istituito 1973, dopo lo annullamento del sistema” Bretton Woods”, non è mai sceso al disotto di quota 70. Oggi pensiamo che il rischio di una svalutazione più ampia sia consistente, tant’è che il nostro modello sta aggiornando le proprie stime verso un ulteriore declassamento dei prezzi obiettivo in area 60. Impressiona comunque osservare come la maggior parte delle monete siano sottoposte ad un processo di rivalutazione nei confronti del biglietto verde. Contro euro il segnale propedeutico ad un ulteriore caduta entra in funzione con l’abbattimento della resistenza 1,49 (chiusura giornaliera). L’oro potrà anche consolidare tra 1060 e 1030, ma la tenuta della soglia inferiore del range qualificherà al mercato il segnale definitivo per l’espansione dei prezzi. A quel punto l’accelerazione spingerà i valori verso area 1190/1200 contribuendo significativamente a pilotare i mercati verso una fase diversa dall’attuale. Le materie prime nel loro insieme tenderanno a rivalutare i prezzi con rialzi anche significativi nelle componenti strategiche. In questi giorni persino il grano ed altri contratti sui cereali hanno invertito rotta. Pertanto aumenteranno i rumors e soprattutto la percezione di un risveglio a medio termine dell’inflazione, quanto meno se ne parlerà più di quanto non lo si faccia ora. Il Bund future sensibile all’argomento appare disinteressato, ma come più volte scritto nelle precedenti settimane, l’azione di risalita verso 122,80 non ha sortito effetti epsansivi, bensì l’ennesimo test di una resistenza solida che continua a rappresentare una linea di vendita efficace. Ritorni dei valori sotto quota 122 mobilita ulteriori venditori attivando una regressione in direzione di 120. Nel loro insieme tali segnali convergono a sostegno del mercato azionario e delle commodity. Nel primo caso il terreno su transitano i listini è reso momentaneamente viscoso dalla lettura delle trimestrali, ma mai come in questo caso attività di fine tuning (timing) rischiano di lasciarci fuori dai mercati a causa di potenziali correzioni troncate da ingressi di liquidità in cerca di occasioni.
 




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