L’accumulo di nubi annunciato la scorsa settimana ha trovato un effettivo riscontro tecnico nel corso degli ultimi giorni contribuendo a rendere più precaria la tenuta dell’alta pressione nel settore commodity ed equity. Per la verità al momento si segnalano flessioni più marcate tra le materie prime, dove spiccano le violazioni di area 68 del WTI, 278 del rame, la correzione dell’oro a 997, l’indebolimento generale del pacchetto guida componenti il CRB index. Come anticipato la scorsa settimana l’intero modulo risulta impegnato in un consolidamento dei rialzi maturati dallo scorso mese di febbraio. Il Baltic Dry index ha continuato per l’intera settimana a cedere terreno trascinando con se l’intero comparto. Il Wti rischia quindi di subire correzioni in valore verso area 50/58 usd /bar e subire di conseguenza pressioni che in qualche misura rischiano di allarmare la componente più speculativa del mercato. Il caso non espone il trend dominante a segnali d’inversione tuttavia ne rallenta notevolmente lo sviluppo espansivo. Del resto sono piuttosto noti gli orientamenti del G20 in merito alla volontà di contenere l’azione speculativa su tali settori attraverso l’introduzione di provvedimenti sulla marginatura delle posizioni, propositi che creano agitazione e nervosismo. Le vendite declinate non hanno evitato di contaminare reazioni negative sull’azionario: gli indici come preannunciato hanno subito prese di beneficio, senza peraltro cedere alcun livello tecnico di rilievo. Lo Standard & Poor 500, mentre scriviamo, continua a conservare area 1040/37, pur lasciando trasparire una velata perturbabilità. Di conseguenza al momento appare più appropriato pensare che i prezzi possano gradualmente scivolare verso area 1000 con reazioni contrastanti determinate dalla presenza di un supporto intermedio in posizione 1031. Il flusso di vendite generate dalla violazione di 1037 avvierà un collaudo generale del macrotrend con verifiche tecniche utili a completare la visione già positiva del ciclo espansivo in atto. Ciò nonostante il controllo del rischio in questa fase dovrà intervenire sulle tattiche di breve con azioni protettive ma comunque assecondate dalla pianificazione di strategie di timing utili a ricostruire la posizione strategica rialzista. Contribuiscono a rafforzare una visione correttiva dell’up-trend dominante le flessioni articolate dell’euro nei confronti del dollaro. I primi segnali catturati in tal senso la scorsa settimana stanno consolidando una visione di breve termine orientata alla verifica di area 1,4525/1,4500. Di conseguenza l’oro, dopo aver sostato ed indugiato su area 1020 ha arretrato verso 997, senza evitare ulteriori cadute verso 965 usd/oz. In ossequio quindi alle interrelazioni presenti il Bund future, pur con un certo affanno, ha nuovamente costruito un rimbalzo su quota 120 spingendo i prezzi nuovamente al centro del range 120- 123 (res 122,65), rinviando in tal modo la violazione definitiva del supporto rilevato.
Pubblicato da BORSA & FINANZA il 26 SETT 09
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