Benvenuti - 05/09/2010
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RIPRENDONO LE VENDITE MA I VOLUMI RIMANGONO BASSI
16/08/2010

>> crbs0261021

Nell’antichità il termine discrasia esprimeva uno stato confusionale derivante dallo squilibrio delle quattro forme umorali che coesistevano nel corpo umano. Tali strutture controllavano tutte le malattie, quindi il benessere ed il malessere: la discrasia rappresentava uno squilibrio tra queste forme. La stessa mancanza di proporzioni querelata la scorsa settimana, nell’evidente incongruenza tra il rialzo dei valori azionari unito a quello degli obbligazionari e delle materie prime. Evidente stato confusionale di una situazione governata da scarsi volumi. La settimana che si è conclusa invece, ha messo un po’ d’ordine nelle cose, sconfessando la forza dell’equity in favore di uno scenario paradossalmente deflattivo. Il Bund future ha superato quota 130, lo Standard & Poor 500 ha abbandonato il range 1130/1110 a favore di una correzione che al momento non esprime ancora messaggi particolarmente critici, ma che nel suo insieme ristabilisce per l’appunto un riequilibrio che flirta con i confini del rally estivo ed una ripresa del down trend. Nel perimetro delle intercorrelazioni tra equity e bond le commodity sono ritornate a flettere in direzione di valori questa volta sì critici: il WTI, come anticipato, è ritornato a rivisitare il supporto 75 dove transita la demand-line che separa le contrattazioni dal più critico e robusto confine della distribuzione in esercizio a 70 usd. Sotto si riattiva l’offerta rappresentativa di un nuovo ciclo ribassista. Il platino in anticipo a molti altri metalli non ferrosi, quota già su equivalenti livelli (1500) e denota una distribuzione in evidente conflitto con il rialzo del comparto segnato nelle scorse settimane. Il ritracciamento in questo caso pagherebbe un ribasso dei corsi nell’ordine di 15 punti in percentuale. Altri metalli evidenziano flessioni meno articolate ma pur sempre distributive. Tutto ciò ci riporta in direzione di uno scenario deflattivo che premia le duration più elevate e ritorna a penalizzare gli inflativo linked. E’ bastata una settimana per riportare equilibrio nella discrasia dei mercati? Non proprio, o meglio ciò che abbiamo visto è una possibile prima interpretazione dello stato delle cose in cui gli investitori intercettano uno scenario di rallentamento privo di spinte inflattive nonostante il ritorno della Fed a politiche di quantitative easing; per considerare uno stato recessivo i mercati dovranno varcare le soglie sottostanti alle attuali valutazioni riportando il focus operativo sotto i livelli di confine che rimangono per l’S&P 500 area 1065/1055, 2630 & 2500 Eurostoxx 50, 19800 & 19000 Ftse Mib. Ulteriori informazioni sul quadro proverranno dal comportamento del Bund: stazionare sopra 130 equivale a sottolineare ancora uno status di risk aversion, correlato alla spinta dell’oro verso i precedenti massimi 1266, che verrebbe disinnescato soltanto con rientri sotto il livello segnalato evitando fughe emotive in direzione di area 132,50.

 




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