La misura di quanto il mercato stia sperimentando la sostenibilità dei trends azionari è data dalla reazione polarizzata delle vendite la sera dello scorso mercoledì in America e la successiva apertura europea di giovedì. Che persista una condizione di ipercomprato non vi è dubbio e la tensione con cui si collaudano i livelli tecnici sottolinea una diffusa apprensione. Chiariamo subito che non è in discussione il trend dominante, bensì quello intermedio, governato dal rumore che interferisce con l’impostazione tattica dei portafogli. L’entropia causata dai bit informativi (Grecia, Treasury in generale) rende piuttosto aleatoria la diffusione dei segnali non solo nelle borse azionari ma anche nelle valute e di conseguenza nel mercato delle merci. Il fatto che gli operatori colgano le iniziali correzioni come opportunità d’acquisto ci restituisce la misura della sostenibilità del rialzo in corso. Tuttavia ci sono a nostro avviso alcuni segnali meno tangibili, ma più significativi, che ai margini delle inflows potrebbero creare nuovi equilibri: rendimenti e tassi di cambio. Dei primi ne parliamo dall’inizio dell’anno! Oggi il rialzo atteso sui rendimenti del decennale americano rappresentano un fatto concreto ed il Treasury come indicato in precedenza, sta progressivamente declinando verso area 112 dopo aver violato in più di un’occasione quota 115. In Europa il Bund risulta ancora vincolato all’avversione al rischio imposto dal caso ellenico; ciò non toglie che vale la pena di sorvegliare il supporto sempre attivo in area 122,50. L’altro elemento che potrebbe catturare l’attenzione è dato da alcuni segnali che si stanno intensificando attorno al rapporto dollaro yuan. E’ probabile che nel prossimo futuro si assista ad una rivalutazione della moneta cinese con un adeguamento progressivo del 10% rispetto agli attuali valori. Il dollaro continuerà nel frattempo a perdere terreno nei confronti delle divise esotiche anche se in misura meno accentuata rispetto al passato. In molti casi assisteremo ad un movimento laterale con un inclinazione negativa (won coreano) decisamente più negativa nel caso del dollaro di Singapore (target 1,34) e rupia indiana (target 41). Nell’area dell’America Latina il real brasiliano tenderà a costruire un movimento laterale pur conservando un appeal positivo (target 1,60). Continuerà quindi a reggere l’antitesi su cui si sta costruendo una sorta di bipolarismo nel mercato dei cambi che la divisa americana subisce tra monete cosidette majors ed emergenti. Infatti mentre nei confronti dell’euro il dollaro conserva uno stato di forza (resistenza 1,3550) come pure nei confronti dello yen, nel rapporto con le divise emergenti continuiamo a rilevare forza. In questo dualismo va comunque segnalato il risveglio dell’oro che facendo leva sul supporto 1130 ha riattivato vigore. Il rialzo risulta governato da una domanda che prelude ad un ritorno verso i massimi precedenti e punta a verificare il target 1250.
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