Il round-robin segna questa settimana un punto a favore delle istituzioni: il passaggio cruciale è stato segnato dai due recuperi dello Standard & Poor 500 di quota 1060 violata nelle sessioni intraday del 21 e del 25 maggio ma sempre recuperata in chiusura, obbligando il mercato ad effettuare veloci ricoperture che hanno successivamente innescato il riequilibrio degli indici. A ciò si collegano le successive reazioni dell’euro e delle commodities. Questa l’estrema sintesi di un quadro che continua ad essere fortemente instabile i cui cambiamenti di fronte risultano repentini ed impetuosi. Ciò non risolve il quesito di fondo che rimane aperto ed alla ricerca, mai scontata, degli esiti finali. Si tratta di una disputa aspra tra il mercato e gli intenti delle istituzioni nel contenere la diffusione di pessimismi generati dalla crisi del debito sovrano. Non sarà un’estate facile per quanti dovranno modulare i beta di portafoglio. Sulla parte bassa del mercato un punto importante rimane demarcato sempre da quota 1060 (daily closed) nella parte alta il livello di medio range 1125/1150. In questo periodo, negli equilibri interrmarket, saranno proprio i mercati azionari ad influenzare l’andamento delle valute, delle commodity e quindi dei tassi in quanto rappresentano il vero e proprio indicatore di riferimento in grado di condizionare la fragile crescita economica. Il recupero degli indici ha delimitato la caduta dell’euro dollaro e coinvolto lo stesso in una reazione che ne riporterà i valori verso 1,2650 fissando un range di dominio tra 1,2750 e 1,22 negli scambi a breve. La tenuta della parte alta della gamma evidenziata contribuirà a conservare un segnale di debolezza sull’euro, mentre la violazione del range nella parte inferiore, riattiverà con maggior convinzione le vendite Le commodity hanno anch’esse reagito con un recupero del Crude Oil in area 75 (res 75,95-76,15) che prelude un ritorno del CRB index verso quota 260 ed un riequilibrio generale del comparto dall’ipervenduto di breve termine. Naturale conseguenza di questo momentaneo ritorno verso una migliore euritmia del mercato è dato da un ritracciamento dai massimi del Bund future verso area 127 che si perfezionerà nelle prossime sessioni. Sotto tale livello potremmo rilevare un primo segnale di distensione, mentre un ritorno dell’ordine è rappresentato soltanto da regressioni che vanno oltre la soglia di 126/125.50. In contrapposizione alla tregua che sta prendendo forma, un altro fronte riporta l’attenzione sulle pressioni che hanno ripreso a governare gli spreads governativi. Su tali effetti il BTP future è tornato a perdere forza relativa nei confronti del Bund rischiando di compromettere quanto bonificato durante l’azione di sostegno della Bce; le quotazioni si sono insabbiate nuovamente al di sotto di quota 116. Risulterebbe preoccupante assistere a perdite di momentum al di sotto della soglia di allerta 115/114,90 non accompagnate da un contestuale ridimensionamento del Bund sotto 127.
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