Ci sono alcune nubi che all’orizzonte minacciano di insinuarsi nell’alta pressione di cui gode il bel paese dell’equity! Per la verità un po’ di refrigerio non guasterebbe il clima eccitato di questi giorni, quindi qualche acquazzone consentirebbe di stemperare condizioni meteo che diversamente farebbero alzare la colonnina di mercurio eccessivamente. E gli eccessi non fanno mai bene! Il Baltic Dry Index ha momentaneamente deviato dal trend espansivo nonostante l’ampia correzione regressiva già maturata le quotazioni rilevate non sono riuscite a tenere il passo con lo sviluppo direzionale positivo. Ciò non rappresenta di per sé un grave danno all’impalcatura complessiva dei mercati, tuttavia apre una breccia su quell’area di alta pressione di cui sopra. Altri modesti segnali emergono dal cap che si è formato sul rame tra quota 300 ed il floor a 278, controbilanciati dalla forza del platino, sempre in anticipo, come il rame, rispetto alle altre commodity. Anche in questo caso vi sono indicazioni per un ritorno sulla demand line a 1279 ma il modulo complessivo rimane rialzista. La rassegna sulle materie prime si completa con la tenuta del Wti di quota 68, ma non sfonda 73-74 usd/bar. Tutti elementi che si combinano come indizi, cumulonembi che non hanno ancora saturato l’atmosfera, ma che risultano comunque minacciosi. Si tratta di uno sforzo tecnico per cogliere nelle pieghe delle oscillazioni quotidiane quei segnali che preannunciano un cambiamento del tema. Alla fine lo Standard & Poor 500 ha testato l’area 1050-1060, un target intermedio più volte segnalato tra queste righe, che rappresenta un valore di estrema importanza su cui non è cauto escludere a priori qualche presa di beneficio. Il supporto su cui il mercato governa l’attuale rialzo transita in area 1028 e cadute in valore sino a tale livello rappresenta soltanto un acquazzone passeggero. Il Bund future per tutta risposta è ritornato come atteso a testare il supporto in area 120,25 (ex 120,15) ma ha reagito evitando per il momento cadute più rovinose, segno dell’arrivo di una fase più articolata del mercato. I rimbalzi conseguenti si annunciano modesti e contenuti dai precedenti picchi sopra quota 121,50. Anche l’oro dopo l’accelerazione verso area 1030 non saputo chiudere oltre 1020 segnalando l’avvio di prese di beneficio per 997 avviando un consolidamento dei guadagni che non implicano necessariamente esaustioni del trend dominante sempre dominato da forze rialziste. Ciò consentirà al dollaro di prendere fiato e riportare le contrattazioni a testare il supporto 1,4525- 1,44 equivalente ad un ritorno del Dollar index in area 76,50 - 77,40.
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