Che il mercato sia un puzzle di soluzioni nessuno lo dubita! L’abilità sta nel riuscire ad incastrare tra loro i pezzi fino a risalire all’immagine finale! E’ un gioco di pazienza, senza tregua, implacabile nel ritmo della ricerca di ogni singolo pezzo che alla fine contribuirà a creare l’opera. Nella ricerca dei singoli pezzi si aprono dubbi, errori, strategie sino a combinare l’immagine stessa. Guai se nel frattempo si perde un pezzo per strada, i conti non tornano, è il fallimento di ogni possibile strategia. Ora mettere insieme pezzi di trattative e dire al mercato che l’accordo è fatto, per poi accorgersi che mancano alcuni pezzi è come ammettere la bancarotta. Ma il gioco continua perché da qualche parte i pezzi mancati ci sono! Nel frattempo il dubbio rimane e la volatilità interpreta l’escursione emotiva del negoziato. Too little to fail! Questa è l’idea ma nel frattempo il Bund future sale oltre i range della normale distribuzione, gli spread subiscono il contagio ed il battito d’ali delle farfalle rischia di scatenare ancora una volta l’uragano. Chiamate la Protezione Civile! Il dollaro continua ad essere oggetto di acquisti, misurati ma costanti. Le reazioni dell’euro si spengono a ridosso delle prime aree di resistenza (1,34-1,3460) mantenendo i prezzi all’interno di un regime ribassista che continua a puntare verso area 1,2850-1,27. La debolezza dell’euro unita all’andamento degli spread tra i rendimenti in area Uem danno il senso del momentum dei mercati. Il Bund raccoglie la maggior percezione del rischio accelerando oltre i limiti tecnici accordati e, cosa peggiore, continua a far base sopra area 124,10 lasciando intravvedere potenziali up-side verso 126. E’ quasi un fly-to-quality in piena regola che porta il pensiero direttamente alle reazioni degli indici azionari. Qui il mercato gioca la partita su due puzzle! Da un lato ha nella mente un disegno sui Piigs, dall’altro pensa che l’immagine del mondo sia decisamente migliore da quanto non lo si dipingeva lo scorso anno. La disincrasia emerge tutta quando l’indice S&P 500 continua a godere di grande forza relativa su quelli europei, in particolare l’Eurostoxx 50 oltre a quelli colpiti dalla crisi. Il tema per la prossima settimana sarà quello di capire quale delle due forze prenderanno il sopravvento. Lo Standard & Poor delega ancora a quota 1180 un primo livello di controllo del rischio, l’Eurostoxx 50 quota 2780/30. La cosa che ci lascia perplessi è che rispetto all’andamento assunto dalla curva dei prezzi nel 2007, oggi non abbiamo segnali di grandi distribuzioni che annunciano inversioni di tendenza. In un audace ipotesi di sviluppo possiamo anticipare che alla fina vinceranno i segnali macro provenienti dalla crescita nel mondo e che lo Standard & Poor creerà nuove opportunità d’acquisto nel range 1145! Ma siccome non consciamo tutti pezzi del puzzle, o meglio non ci fidiamo di quelli che sono stati messi sul tavolo, pur sostenendo l’idea di una conclusione positiva, prima di assumere posizioni long preferiamo attendere la costruzione di un segnale tecnico utile a ristabilire una ripresa del trend.
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