Benvenuti - 05/09/2010
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ANCORA VOLATILITA'!
14/06/2010

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I sostegni forniti al mercato dagli interventi BCE durante la settimana denotano ancora una volta la contrapposizione tra il primo e la vigilanza. Si tratta di un rapporto di forza che si percepisce in tutte le articolazioni del mercato: commodity, equity, government bond, valute. Nel primo segmento vi è da un lato il recupero del WTI nuovamente sulla linea dei 75 usd, dall’altro il rame che dopo aver segnato uno dei più significativi ribassi cerca di recuperare momentum tentando di riconquistare l’area in cui si erano manifestate le ultime vendite 295/299. In tutte e due le situazione la struttura rimane fortemente contrassegnata da una situazione negativa, sebbene il Crude abbia in via teorica la possibilità di strappare sino a quota 80. In ogni caso la condizione tecnica appare compromessa, ed il rallentamento del Baltic Dry Index, compreso il Capesize ed il Panamax non aiutano al momento a comporre un quadro favorevole alla ripresa delle materie prime. Ciò significa che da questo fronte non dovrebbero giungere sostegni utili né alle borse, tantomeno alle valute diverse dal dollaro. Quest’ultimo in effetti continua nonostante la pausa delle ultime sessioni a performare positivamente contro gran parte delle monete, fatta eccezione per lo yen contro cui fatica ad avvicinare ed oltrepassare la soglia 95 (massimi di maggio) Ciò si riflette negativamente nel rapporto euro yen che continua ad essere scambiato tra 109 e 112 (res. 115), senza riuscire ad allontanarsi dal supporto nonostante alcune divergenze ci pongano in allerta. Lo stesso dicasi per l’euro dollaro, ancora delimitato tra 1,22 e 1,18 (res. 1,23) ma in netta divergenza sulla forza relativa del trend. Elementi utili per costruire una reazione, anche se limitata ma, sostanzialmente in grado di prevenire ulteriori flessioni nel breve che non mancherebbero di riflettersi negativamente sulle borse azionarie. Borse che rimangono tuttavia vulnerabili e dominate dalla volatilità. Il Vix continua a rimanere sopra quota 30 ben lontano dalla soglia 20 che per il nostro modello rappresenta il limite sotto il quale verrebbero meno le tensioni. Al momento non aiuta nemmeno il Bund che è ritornato a collaudare come atteso area 128 e non evidenzia grandi segnali di cedimento, anche se la violazione di 127,90 impone ai trader di prendere beneficio aggiornando i valori su quota 126,50 dove da tempo fissiamo il limite di demarcazione della turbolenza in atto. In sintesi, nell’immediato l’effetto di ricoperture degli short dovute al superamento di 1110 da parte dell’S&P 500 aprirebbero una reazione positiva lasciando sfumare per qualche settimana la concitazione di maggio, senza comunque annullarne le preoccupazioni che stanno alla base dell’attuale scenario e che non mancheranno di riesporre la loro contrarietà ai disequilibri presenti.
 




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