Benvenuti - 05/09/2010
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CORREZIONE
16/04/2010

>> crbs0221913

Nelle ultime settimane ci siamo posti il problema dell’ipercomprato e di quanto il mercato potesse correggere il parziale eccesso che si è accumulato nei vari indici azionari. Pur rimanendo positivi sul ciclo, pensavamo che vi fossero spazi per un bilanciamento di tali dismisure nell’immediato a favore del ritorno di una domanda più solida. Nulla di tutto questo: i mercati hanno via via colto sul nascere le correnti dei realizzi senza attendere spinte correttive più concrete per catturare opportunità d’acquisto. Sembra di poter dire che vi siano ancora molti attori scarichi ansiosi di cogliere il sentore di azioni correttive per saltare dentro nel mercato … in modo da non perdere il treno! Eppure è possibile pensare che la linea di viaggio non preveda al momento fermate intermedie? A giudicare dagli eventi la situazione appare proprio questa! Guardando ancora agli indici, alla tenuta del Bund future e alla relativa pace nei rapporti di cambio lo scenario risulta impegnato comunque in un passaggio che non esclude ancora un ribilanciamento degli eccessi. Tuttavia pensiamo che nella migliore delle ipotesi tale riequilibrio non abbia nelle corde vita lunga ed ancora una volta rischi di essere interrotto prima del tempo magari a ridosso di area 1190/85 di Standard & Poor 500. Per noi l’obiettivo a breve rimane fermo in area 1250, per cui escursioni di tale misura rappresentano sempre opportunità di acquisto. Il Bund future che rappresenta il rovescio della medaglia ha reagito nuovamente alla debolezza cagionata dalle vendite ritornando a quotare verso la parte centrale del range 122- 124,50 evitando ancora una volta di subire la pressione delle vendite che si sarebbe scatenata con violazioni del limite inferiore del range indicato, segno e conferma che il mercato continua a mettere nel conto una correzione. In mezzo, tra l’equity ed i bonds, rimangono tutto sommato inerti sia l’euro dollaro, sia le commodity, fatta eccezione per un parziale aggiustamento dei valori che impone un ridimensionamento del WTI verso area 83,50/82,50, ed un ritorno dell’euro verso quota 1,34, dove transita ancora una volta il supporto su cui collaudare la capacità della divisa europea di risollevarsi dagli effetti negativi imposta dall’effetto Grecia. Ci preoccupa invece la minore correlazione tra la forza del dollaro e la debolezza delle commodity. Nonostante la tenuta del dollaro sul tentativo di recupero dell’euro, i metalli non ferrosi hanno fatto ulteriori progressi nella loro azione espansiva. Il Crb Index come da attese ha continuato a mantenere un’impostazione positiva seppur moderata nei toni. L’oro ha registrato un ritorno d’interesse con acquisti che tendenzialmente mirano a rivedere i precedenti massimi in area 1250 facendo leva su quota 1130, segno che la forza del dollaro vista da noi europei non risulta condivisa da un investitore delle aree emergenti.
 




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