Benvenuti - 05/09/2010
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DISOCCUPAZIONE USA RECORD - BORSE POSITIVE
09/11/2009


Quando i mercati azionari correggono si accendono perplessità e forti timori sulla tenuta del trend dominante. Tuttavia bisogna distinguere le fasi del ciclo e saper cogliere i veri segnali di distribuzione propedeutici all’inversione definitiva della tendenza primaria. Nelle fasi correttive l’approccio multifattoriale dato dalle interrelazioni presenti nei mercati aiutano a comprendere la natura dei fenomeni in corso.

La scorsa settimana abbiamo sostenuto con forza la natura correttiva del trend dominante ricorrendo anche alla struttura dell’ambiente operativo su cui stiamo lavorando. Considerando il mercato una superficie equipotenziale abbiamo misurato gli effetti della trasmissione del ribasso azionario ad esempio sul rialzo obbligazionario, e per semplificare sulle reazioni del Bund future. Ebbene, come scritto i valori del future non sono andati oltre la prima resistenza a quota 122, segno di uno squilibrio tra i ribassi dell’equity e la reazione del Bund. A rigore di logica la relazione risulta ancora aperta all’evoluzione dei giochi, tuttavia all’iniziale recupero del mercato azionario abbiamo osservato una caduta piuttosto robusta di momentum del Bund. Pertanto le variabili espresse la scorsa settimana ricoprono a tutt’oggi un ruolo interpretativo funzionale agli sviluppi della fase in corso. Il Bund future rimane impegnato a sviluppare un ampio spazio distributivo che legge in area 120 il punto di convergenza sotto cui far entrare in funzione ulteriori significativi ordini di vendita. Come scritto, il set up rappresenta da un lato una reazione diretta in negativo del mercato obbligazionario, dall’altro una risonanza senza deviazioni della ripresa dei valori azionari. Il quadro intermarket si completa con la lettura in positivo di altri due elementi pro-ciclo. Le commodity pur con moderate flessioni hanno conservato momentum e l’abbrivio necessario per recuperare i precedenti massimi senza intaccare livelli dissonanti con la direzionalità del trend: il Baltic Dry Index ha proseguito in accelerazione il proprio rialzo, il petrolio ha riconquistato quota 80, l’oro ha fissato nuovi massimi a 1100, continuando il cammino verso i target di controllo intermedio a 1250. Infine il dollaro, speculare alla forza del mercato azionario ha testato in modo puntuale il sostegno in transito a 1,4630 riportandosi velocemente poco sotto area 1,49-1,4950 segnalata la scorsa settimana per le sue intrinseche caratteristiche di contenimento: superarla equivale ad un segnale di riattivazione di buy orders che anticipano in qualche modo la violazione dei precedenti massimi a 1,5060.
In breve il dato sulla disoccupazione rappresenta più un elemento contingente di disturbo che non un verso e proprio indicatore su cui prendere atto che il rialzo abbia esaurito la prorpia forza intrinseca. I nostri target di medio termine rimangono inalterati.
 




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