La correzione dei mercati azionari delle ultime settimane ha focalizzato il dibattito sulla tenuta del ciclo espansivo e sulle diverse velocità della crescita in America ed Europa rispetto all’Asia ed all’America Latina. Tale assimetria è oggi governata dal diverso grado di apprezzamento delle valute sottostanti. Lo yuan renminbi continua drammaticamente a quotare a 6,82 sul dollaro, mentre le altre monete emergenti sono prezzate in molti casi a livelli superiori rispetto ai picchi raggiunti durante la fase della svalutazione subita a seguito della crisi del 1997. In sintesi tale vantaggio competitivo si traduce in una relazione molto eloquente: la Cina cresce del 10% mentre la crisi economica ha spinto in America e comunque nell’ area occidentale la disoccupazione ad un tasso del 10%!
E’ inevitabile che la dialettica politica spinga i rapporti di cambio verso un riequilibrio sulla competitività. Secondo tale logica, 10% di crescita cinese contro 10% di disoccupazione americana, il renminbi deve rivalutare pur progressivamente di almeno trenta punti percentuali. I tempi sono maturi la dialettica politica pure.
Nell’ambito dei Bric, il dollaro risulta debole contro la rupia indiana ed il rublo russo, in rafforzamento contro real brasiliano. Nel rapporto con la rupia il cambio risulta già inserito all’interno di una tendenza ribassista; secondo le stime del nostro modello tale flessione , in assenza di elementi attualmente non ponderabili, porterà il cambio nella seconda parte dell’anno ad un progressivo deprezzamento verso quota 41 usd/inr; contro rublo tale stima accredita valorizzazioni in area 26. Diverso il contesto tecnico in cui fluttua il real brasiliano dove le contrattazioni provengono già da una prolungata storia di rivalutazione. Nell’attuale fase di rafforzamento del dollaro nei confronti delle divise maggiori il real evidenzia una parziale debolezza che prelude ad un riequilibrio del rapporto in direzione di area 2,05 qualora il mercato dovesse produrre acquisti di dollari oltre area 1,92.
In generale il rafforzamento delle monete emergenti sul dollaro trarrà ulteriori flussi verso le emissioni obbligazionarie in moneta locale conferendo alla classe d’investimento notevole attrattività.
Il rafforzamento delle monete emergenti sul dollaro si sovrappone ad un ritorno di interesse dello stesso nei confronti delle divise maggiori. In altri termini la divisa americana ha riconquistato centralità nel mercato dei cambi inteponendo il proprio dominio tra il mondo emergente e quello del vecchio G7. In effetti osservano il comportamento del Dollar Index emerge comunque una sostanziale forza del biglietto verde pesato per gli scambi commerciali e non. L’indice manifesta condizioni di momentum positive che si riverberano nei confronti di euro, yen e cable. Il dollar index al di là di momentanee prese di beneficio in grado di riportare i valori verso 78,50, tenderà a sviluppare su tali basi, acquisti direzionali verso 80,50 e fissare nuovi picchi relativi a quota 83.
Tutto ciò ha influenzato negativamente l’andamento delle commodity in questa prima fase dell’anno: il petrolio ha ceduto valore sino a testare una soglia estremamente critica a quota 70, alcuni metalli, come il rame, hanno ritracciato violentemente il precedente movimento rialzista, il Crb index dopo una fase di recupero ha parzialmente deviato l’angolo di crescita stabilendo un azione più laterale rispetto all’andamento degli ultimi dodici mesi. Il comparto delle commodity risulta ulteriormente gravato dalla regressione del Baltic Dry Index. L’indice dopo aver guidato il rialzo delle materie prime ha recentemente abbandonato anch’esso il canale rialzista che ne ha governato l’andamento nell’ultimo anno. Ciò depone a favore di un rallentamento globale in assenza di un pronto recupero che sia in grado di riportare i valori all’interno dell’area espansiva. Al momento l’evento rappresenta una distorsione transitoria del trend tuttavia un prolungamento della debolezza rischia di compromettere definitivamente l’intera impalcatura positiva di cui il ciclo finanziario continua a trarre ispirazione.
Si dovrà quindi prestare molta attenzione al comportamento dell’indice connettendo alle stesso la tenuta di area 70 del WTI, di 260 del CRB Index unito ad un auspicabile ritorno delle contrattazioni dello Standard & Poor oltre la soglia tecnica 1110.
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