Sembra lontana, o quasi, la lettura della scorsa settimana del GDP americano e la reazione positiva sui livelli di supporto 1040 che, dopo avere brillantemente arginato l’offerta, ha saputo governare una reazione che nel corso della settimana ha consentito agli indici azionari di riassorbire quasi la totalità delle perdite subite nel mese di agosto. La struttura degli indici azionari, pur essendo ancora inserita nella fascia di trading range che domina dallo scorso mese di maggio, rivela un’impostazione più tonica, quantomeno predisposta per tentare di riportare i valori a testare i massimi di periodo. La maggior evidenza di tale impostazione si rileva nell’interpretazione empirica dell’ultima sezione grafica dello Standard & Poor 500. Il consolidamento sopra area 1070/1065 contribuirà a trasmettere al mercato segnali positivi. E’ probabile che un primo innesco del ritorno verso le attività risk sia stato dato dalle vendite operate sui mercati obbligazionari in settimana. Il future sul Bund, come anticipato nel precedente intervento, ha subito l’azione delle prese di beneficio innestando una regressione che come indicato sta conducendo verso quota 132 senza accusare il contrasto della domanda nonostante buona parte dei temi dibattuti si siano concentrati proprio sulla positività dei mercati obbligazionari. La frattura che si è prodotta nella transizione tra acquisti e vendite è tale che potrebbe nelle prossime settimane amplificare l’azione riflessiva introducendo le contrattazioni all’interno del range 130/127, dove nel periodo giugno-luglio i prezzi avevano accumulato forza per spingere le quotazioni in direzione del picco 134,70. L’omologazione del set-up si svilupperebbe in parallelo ad un potenziale ribound dei mercati azionari. La lettura del dato sull’occupazione potrà fornire un ulteriore tassello macro ad una visione tecnicamente improntata verso uno scenario più convesso all’accezione del rischio. La disputa tra equity e bonds non ha avuto grandi referenze dal mercato delle materie prime, sostanzialmente neutro di fronte agli iniziali reversal che abbiamo rilevato, tuttavia il Baltic Dry Index da oltre un mese sta producendo rialzi tali da suggerire un’attenzione diversa rispetto alla liturgia del Double Dip sempre al centro di ogni dibattito. Si tratta di uno scenario la cui caratura potrebbe essere definita da un working progress e pertanto raccomandiamo di adottare livelli di controllo del rischio in area 1070 & 1040 di S&P 500 da trasferire in parallelo ad altri indici minori. Un ulteriore elemento di conferma, seppur periferica, dell’evoluzione in atto potrà essere raccolta da un eventuale esaustione delle forza dell’oro a ridosso di area 1266/70 come già segnalto la scorsa settimana. La tenuta di tale livello offrirà l’occasione per effettuare prese di beneficio con ritorni nei pressi in area 1230 sotto la quale si aprono spazi per una correzione più profonda verso 1190 dove transitano livelli su cui sono posizionati notevoli interessi operativi.
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