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EURO: TENSIONI SUL MERCATO DEI CAMBI

EURO: TENSIONI SUL MERCATO DEI CAMBI

Siamo ai vertici del grande range che ha dominato l’andamento del cambio negli ultimi due anni. La progressione dei prezzi appare in distonia con i fondamentali, e la domanda centrale si fa sempre più insistente: Quanto vale un euro sul dollaro?

Nell’Eurozona i segni di ripresa ci sono, ma è ancora una ripresa debole, particolarmente debole in paesi come l’Italia. Questo mette in luce la fondamentale debolezza istituzionale della costruzione della moneta unica che non viene meno solo perché la congiuntura va un po’ meglio.

Anzi, il rafforzamento dell’euro sulle principali monete rischia di acuire squilibri. La crescita che l’aggiornamento al ‘World Economic Outlook‘ diffuso dal Fondo Monetario Internazionale offre sul quadro previsivo, offre maggior ottimismo per la zona euro.

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TOXIC POLITICs

TOXIC POLITICs

Toxic Politics: Ritorna la politica ad irrompere sulla scena. Si teme che l’impeachment possa nuocere ai mercati che scontano le promesse elettorali di The Donald Trump.

Alla tavola rotonda che l’IT Forum con la conduzione di C Kaufmann ha organizzato per fare il consueto punto sui mercati, si è inevitabilmente parlato molto di politica. Non tanto delle scelte e delle possibili opzioni, quanto dei riflessi che l’elevato grado di tossicità dello scontro politico sta determinando gli andamenti dei mercati. Del resto l’ombra lunga ed onnipresente delle banche centrali ha messo i fondamentali in secondo piano, rispetto all’alterazione prodotta dalle loro azioni in merito al fair value. Di conseguenza i toni aspri del confronto politico assumo ruoli che surrogano le normali valutazioni che ispirano la price discovery. Si passa così dai timori per gli esiti della campagna francese, alle elezioni anticipate in Gran Bretagna, alle tensioni tra Trump ed il congresso e via scrivendo.

L’ipercomprato che avevamo fatto notare la scorsa settimana accompagnato da livelli estremamente bassi ed inusuali della volatilità, ha creato reazioni non tanto per effetto di valutazioni spesso elevate, quanto per i timori che l’impeachment del Presidente possa influire negativamente sui corsi. La questione non si risolverà a breve, per cui i mercati saranno ancora sollecitati dalle news che potranno imprimere nuove tensioni sulla scena.

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IT FORUM 2017

IT FORUM 2017

All’IT Forum faremo il punto a 10 anni anni dal picco del precedente ciclo finanziario su come i mercati stanno affrontando nuove potenziali situazioni di stress. Nei giorni bui del fallimento della banca Lehman Brothers era inimmaginabile pensare che di lì a poco sarebbe iniziato uno dei più longevi rialzi azionari della storia centenaria di Wall Street. Eppure è accaduto, il bull market dei maggiori indici americani potrebbe addirittura festeggiare la decima candelina, stracciando diversi record precedenti. Ma può davvero continuare? Vi sono ancora le condizioni macroeconomiche per un ulteriore allungo? E le valutazioni – i cosiddetti multipli – possono ancora giustificare una crescita?

Al di qua dell’Atlantico, praticamente solo il tedesco Dax, fra i maggiori indici europei, ha conosciuto una crescita simile e proprio in questi giorni veleggia su nuovi massimi storici. Adesso, mentre l’Europa dà i primi segnali di risveglio da una lunga crisi, soprattutto fra i paesi periferici, potrà mai realizzarsi un decoupling rispetto agli Usa?

Quali segnali intanto arrivano dalle commodity, dai metalli preziosi e dai paesi Emergenti? Per rispondere a queste e ad altre domande domande, sul palco accanto a Claudio Kaufmann, saranno presenti alcuni analisti ed esperti finanziari, collaboratori di ITF News:

  1. Wlademir Biasia – consulente WB Advisors
  2. Gianvito D’Angelo – trader e coach
  3. Gaetano Evangelista – Ad Age italia
  4. Maurizio Mazziero – fondatore Mazziero Research
  5. Claudia Segre – Presidente Global Thinking Foundation

Appuntamento alle ore 16.00, giovedì 18 maggio, presso la Sala della Marina. Siete tutti invitati.

Aggiungilo alla tua agenda, CLICCA QUIITFORUM 2017

MARZO: STRESS TEST

MARZO: STRESS TEST

Marzo: stress test per dollaro, Brent, rendimenti e Standard & Poor 500.  Nonostante la Fed, FMI ed altre istituzioni confermino i loro Oulook positivi, i mercati hanno avvertito la necessità di aprire un check-up generale sulla tenuta di alcuni strumenti portanti. Aprile ci introduce definitivamente sull’evento più critico del 2017. Tutto appare scontato, eppure i mercati rimangono sotto l’apparente imperturbabilità nervosi.

Lunedì si apre dal punto di vista dei mercati il mese di aprile. Aprile ci porta alle elezioni francesi dove tutto appare scontato. Francois  Macron vincente contro  Marine Le Pen.  Nulla che possa  turbare seriamente il sonno dell’orso.  La fiducia degli investitori americani è ai massimi dal 2000, il Vix  rimane schiacciato sulla parte bassa del range sopra 10.50 e sotto area 15 consentendo allo Standard & Poor di assorbire le sessioni in cui perde momentum.

Indice di volatilità dello Standard & Poor 500
WB ANALYTICS: INDICE DI VOLATILITÀ DELLO STANDARD & POOR 500

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THE DOLLAR TRUMP

THE DOLLAR TRUMP

Il Presidente Trump ha promesso agli americani in campagna elettorale di migliorare le condizioni della middle class con il programma American First.  Cosa significa per il commercio internazionale? Quali impatti avrà sul dollaro? Siamo alla vigilia di una nuova guerra valutaria?

American First ha rimesso in discussione la sostenibilità del rialzo del dollaro. Trump sta alle imprese come Obama stava alle banche. Il primo necessita di un dollaro debole, il secondo forte. Ma il rapporto di cambio si compone di due termini che nel caso dell’eur usd corrisponde all’Unione Monetaria Europea. I problemi e gli squilibri nell’Eurozona sono noti, come del resto è nota la disgregazione in atto attorno al suo perimetro.

EUR USD 1
WB ANALYTICS: EUR USD THE DOLLAR TRUMP

Difficile quindi comprendere attorno a quali convinzioni il mercato si aggregherà. La risalita del cambio in area 1,0750 porta di fatto le contrattazione ad una verifica tecnica assai importante. La violazione aprirebbe una finestra di ricoperture assai significativa in grado di spingere i prezzi verso 1.10/11 dove transita al momento la linea di confine del ciclo rialzista del dollaro.

Ritorni di valori sotto 1.0550 e 1.04 riattivano di fatto il bear trend dell’euro, confermando gli obbiettivi che da mesi stimo sotto la parità. Mentre l’eur usd affronta la fase di verifica, la sterlina si apprezza sia sul dollaro che sull’euro. Il cable è in corsa per area 1,2750, l’eur gbp invece tenderà a riavvicinare quota .8350 in un primo tempo per proseguire verso 0.80.

EUR GBP
WB ANALYTICS: EUR GBP THE BREXIT AFTER

Anche le corone scandinave si stanno rafforzando sull’euro offrendo ancora occasioni di acquisto. L’euro rimane dunque debole. Questo piace alle borse. La liquidità abbondante ed in uscita dal comparto obbligazionario si riversa sugli indici premiando come ho già scritto sia le aree emergenti che quelle ad economia avanzata. Lo Standard & Poor 500 pur in debito di una correzione ha consolidato i guadagni e si appresta a fissare nuovi record. E’ probabile che con la pubblicazione delle trimestrali si prenda una pausa dopo aver fissato un picco relativo tra 1300/1310. Su tale livello la volatilità potrebbe rianimarsi senza tuttavia mettere in discussione la tenuta del bull market dominante, potrebbe infatti creare nuove occasioni d’acquisto.

S&P 500
WB ANALYTICS: S&P 500 AMERICAN FIRST
FTSE MIB
WB ANALYTICS: FTSE MIB

L’Italia nel frattempo tra scalate ostili o meno, aggregazioni e quant’altro ha ravvivato il suo interesse. L’attivismo è sorprendente. Sembra di assistere ad un risiko con i francesi, interessati a comprare i pezzi pregiati del nostro mercato. Le coincidenze tra più operazioni fanno pensare ad un disegno strategico. Domanda centra qualcosa la debolezza dell’euro e le innumerevoli prese di posizione sul suo futuro incerto?

 

EUROSTOXX 50
WB ANALYTICS: EUROSTOXX 50

 

MSCI WORLD
WB ANALYTICS: MSCI WORL AND THE BEAT GOES ON

 

2017 Buon anno!

Il 2017 potrà riservare sorprese positive? Le borse potranno continuare il rialzo innescato dopo l’elezione di D. Trump e l’esito del Referendum in Italia? L’euro rimane debole?

DOLLAR INDEX
WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX

l 2016 è storia. E’ iniziato male, molto male, alla fine si è ripreso, soprattutto dopo il superamento dei tre eventi elettorali che tanto hanno disturbato la lettura delle opportunità sui rischi.

Il dollaro, nostra bandiera sul campo di battaglia, non ha deluso le attese. Il cambio eur usd è scivolato sino a fissare minimi infraday a 1,0350 con chiusure postate poco sopra quota 1,04. La chiusura di fine anno sopra 1,05 con un’accelerazione a 1,0650 non ha annullato la debolezza dell’euro che rimane confermata anche per l’anno in corso.

WB ANALYTICS: EUR USD
WB ANALYTICS: EUR USD

Il petrolio ha riassorbito le perdite dell’autunno fissando valori sopra area 52 usd/bar (Light Crude). Attendiamo di verificare gli eventuali consolidamenti sopra tale soglia per confermare la nostra view a 65 usd/bar nel medio termine. Con il rialzo dei prezzi del greggio e delle materie prime si sono mossi anche i rendimenti obbligazionari. Il 10 anni Usa dopo aver violato in autunno area 1,80 ha accelerato fissando un massimo attorno a quota 2,50. La nostra attesa, al di là di iniziali consolidamenti, conferma una view rialzista con orientamenti verso area 3%. Ciò ha impattato significativamente sui corsi dei Global Bond, degli Emerging Bond ed in parte anche degli Eurobond.  Il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve non ha sorpreso nessuno, fatta eccezione per le dichiarazioni del presidente Yellen quando ha annunciato altri tre aumenti per il 2017. Ciò unito al prolungamento del QE in Europa dovrebbe portare ulteriore forza verso il dollaro.

WB ANALYTICS: USA 10 Y YIELD
WB ANALYTICS: USA 10 Y YIELD
OIL WTI
WB ANALYTICS: LIGHT CRUDE OIL

Le borse dopo l’elezione di D. Trump e l’esito del Referendum in Italia hanno chiuso l’anno in recupero. Tale recupero porterà nei primi giorni di gennaio a prese di beneficio. L’offerta produrrà una breve correzione a cui dovrebbe seguire un nuovo rialzo.

Il nuovo anno presenta molteplici situazioni che posso costituire rischi ma anche opportunità a partire dai 3 eventi elettorali già calendarizzati (Olanda, Francia, Germania) ed uno la cui data non è stata ancora fissata, l’Italia. Nel 2017 dovremmo avere conferme sul trend di crescita delle principali economie mondiali.

Di conseguenza ci attendiamo un rialzo dei corsi delle materie prime, e del petrolio in particolare, nonché un ulteriore apprezzamento delle borse azionarie. L’S&P 500 dovrebbe quindi bilanciare gli eccessi di comprato dopo le Presidenziali riportando i valori verso area 2180; ci sono comunque diversi sostegni tecnici che proteggono il trend dominante, per cui pensiamo che la correzione possa produrre opportunità in ossequio ad un clima macro che offre maggiore visibilità. Ciò non significa che siano sparite le preoccupazioni. I problemi sono molti a partire dall’enorme stock di debito accumulato a livello globale, 217.000 Bil., 325%  rispetto al GDP mondiale. Il rialzo dei rendimenti oltre determinati livelli può quindi rappresentare una minaccia che al momento il mercato non prezza. Fintantoché il mercato sottovaluterà le preoccupazioni i mercati azionari potranno continuare ad apprezzarsi. L’S&P 500 potrebbe raggiungere l’area 2450/500. In termini di forza relativa gli indici più penalizzati nel 2016 potrebbero beneficiare di maggior attenzione nelle rotazioni tattiche, Italia in primis. Il range 19000/18500 dovrebbe contenere le flessioni iniziali e consentire un ulteriore ripresa dell’indice sulla scia dell’azione di riparazione del sistema bancario e sulla debolezza dell’euro. Non escludiamo ritorni di valori sui massimi degli ultimi 8 anni.

S&P 500
WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500

FERRO AZZURRO AMA ANACOTT ACCIAIO

FERRO AZZURRO AMA ANACOTT ACCIAIO

Che cosa influenzerà l’andamento di Wall Street e dei mercati dopo il voto delle elezioni presidenziale USA?  

Nel New Hampshire le elezioni  per il nuovo Presidente sono già iniziate USA TODAY . Questa notte avremmo il nome del nuovo Talent, salvo denunci su brogli e quant’altro. Succede anche in America. Ieri il mercato ha festeggiato la decisione dell’ FBI di  non procederà all’incriminazione di Hillary Clinton per il caso email. Più 2% è stato il rialzo di Wall Street.

Tra l’apparente sorpresa ed il reale abbiamo notato alcune interessanti curiosità. La prima il mercato aveva chiuso al ribasso venerdì esattamente sopra la media a 200 giorni, strumento molto seguito dagli investitori. Per i non addetti ai lavori la media mobile a 200 giorni traccia il potenziale trend di mercato, intersecarla al ribasso costituisce un evento negativo; il fatto che i prezzi l’abbiamo testata senza violarla è un fatto positivo ma non sufficientemente rafforzativo del trend, in quanto quando avvengono questi contatti/incroci generalmente ci si trova in una condizione di perdita di momentum della tendenza dominante. La curiosità nasce da fatto che in chiusura venerdì, dopo una seduta debole e volatile, qualcuno ha comprato! Aveva qualche informazione?

Andamento S&P 500 correlato elezioni USA
WB ANALYTICS: S&P 500 I corsi dell’indice hanno reagito alla verifica della media a 200 giorni

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AMERICA'S GOT TALENT

AMERICA’S GOT TALENT: come reagirà lo Standard & Poor all’Election Day?

Cosa scontano le quotazioni dello Standard & Poor in merito al voto sulle Presidenziiali USA: a pche sessioni dall’Election Day i mercati evidenziano una perdita di momentum.

Dal 1980 i cicli espansivi americani hanno avuto una vita media di 79 mesi. L’attuale ciclo di crescita sta per superare l’85° mese di vita. Il modello di valutazione della crescita della Fed di Atlanta, il  GDPNow, dopo un picco che segnava ad agosto proiezioni di crescita potenziale oltre il 3%, è ritornato a scendere sulla linea del 2%. In settimana la fiducia dei consumatori americani è stata rilevata nuovamente al di sotto delle attese in una striscia di 3 rilevazioni consecutive negative. Sono sempre più gli analisti che si allineano tra quelli che temono per la tenuta della crescita anche negli USA. In contrapposizione a questa nutrita schiera di pessimisti si colloca l’attesa sempre più stringente per un aumento dei tassi a dicembre da parte della FED. Il rendimento a 10 anni USA è nel frattempo salito sino a quota 1,80 mettendo sul mirino la resistenza fissata al 2%. Di per se anche 1,80 costituisce un valido ostacolo per il proseguimento del rialzo, in ogni caso l’apprezzamento della parte lunga della curva depone a favore delle attese su un’imminente azione restrittiva. Quelli più pessimisti replicano, e probabilmente non a torto, sostenendo che la FED debba preparare il terreno per poter avere munizioni utilizzabili per le prossima recessione procedendo quindi all’aumento dei tassi. Se diamo per valido questa tesi un attimo dopo l’annuncio del rialzo dei Fed Funds dovremmo precipitarci ad acquistare bond con duration elevate. Esattamente come è successo lo scorso anno a dicembre quando la Fed aumentò i tassi per la prima volta in questo ciclo espansivo. Al momento manca in ogni caso un pezzo significativo di questo scenario: la correzione del mercato azionario. Lo Standard & Poor 500 quota da mesi sui massimi, in più è riuscito con una certa sorpresa a recuperare oltre misura dalla correzione di febbraio conquistando area 2200. Le ragioni del recupero possono essere accreditate a più fattori, operazioni di M&A, stimoli monetari presenti un po’ ovunque, tassi a livelli di inappetenza. Aggiungerei anche la grande attenzione che la Riserva Federale ha dedicato alla consacrazione di questo rialzo.  L’attenzione è stata così puntuale da contenere le vendite che nel frattempo sono emerse tra agosto ed ottobre, sopra quota 2125.
Lo Standard & Poor rappresenta per gli americani un pezzo significativo della loro cassaforte, motivo per cui interpreto la tenuta del mercato come miglio contributo possibile alla campagna elettorale in corso. Di fatto il mercato sconta pienamente l’elezione di Hillary Clinton, mentre risulterebbe scoperto da quella di Donald Trump. Sia che vinca la Prima che il Secondo ci si attende dopo l’Election Day  l’avvio di una correzione. Nel caso di Trump la flessione del mercato potrebbe amplificare oltre il 20% proprio perché l’evento non rientrerebbe tra le attese attualmente scontate nei prezzi. I rendimenti del decennale avvierebbero un veloce declino, mentre il dollaro catturerebbe i segnali di avversione al rischio importando flussi che diversamente non saprebbero dove allocare in mezzo ad un mare di liquidità presente ovunque.
Di conseguenza l’area 2125 di S&P 500, come abbiamo scritto più volte e come il mercato ha già collaudato in almeno due occasione rappresenta un potenziale trigger operativo. La perdita di momentum che si è manifestata nella seconda metà di ottobre costituisce un potenziale indizio di quanto abbiamo scritto a pochi giorni dalla conclusione della grande kermesse.

S&P 500
WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500

 

us 10 y yield
WB ANALYTICS: US 10 Y YIELD
Dollar Index
WB ANALYTICS: DOLLAR INDEX

UN MONDO IN CAMPAGNA ELETTORALE

UN MONDO IN CAMPAGNA ELETTORALE: MERCATI & CATASTROFI

In un modo che vive una campagna elettorale (US Presidential 2016, Referendum Costituzionale Italia, Presidenziali Austria) in pianta stabile, non c’è da illudersi che le notizie siano sempre allineate in modo lineare alle circostanze che governano mercati e società. Tutto è bianco o nero, non esistono colori intermedi.  Se si vota in un modo sarà la catastrofe, diversamente l’eden delle meraviglie.  La minaccia delle catastrofi è così abusata che a breve si trasformerà in arma retriva, con il rischio di ritorcersi contro a chi la impugna.  Così è il mondo. Così vanno i mercati. L’azionario americano è sui massimi di sempre ma non convince, l’Europa è in piena difficoltà, l’Italia a valori di saldo ma nessuno compra, come si conviene quando si fanno le code per gli acquisti in super sconto per un paio di jeans griffati. Gli investitori sembrano raggelati dalla paura. Si consultano i prezzi, si studiano i mercati, si fanno ipotesi ma pochi prendono l’iniziativa. Eppure taluni squilibri appaiono evidenti. Malgrado ciò qualcosa si sta muovendo e merita la nostra attenzione.

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FEDERAL RESERVE RINVIA TUTTO A DICEMBRE

KICK THE CAN: la Federal Reserve rinvia tutto a Dicembre

Capita ancor oggi, nonostante i tecno-giochi digitali, che i ragazzini si divertano ancora  a praticare il calcio del barattolo:  si cerca un barattolo o una pietra, quasi sempre presenti sul bordo strada  e si comincia a calciarlo cercando, con bravura, di tenerlo lungo la linea del percorso da realizzare. Di norma dà inizio al gioco uno dei ragazzini del gruppo, dopo di che, irrefrenabilmente, si aggiungono pian piano gli altri, moltiplicando  in tal modo l’energia messa nel gioco. Il Kick the can model è uno schema di lavoro fortemente praticato anche dalle banche centrali.

Quando molti giornali  scrivono nei loro commenti che la decisione della Fed di lasciare i tassi invariati non ha sorpreso nessuno, in pratica convalidano il Kick the can model .  Nel procrastinare la decisione sul rialzo dei tassi, la Federal Reserve perde un’occasione per dimostrare coerenza e indipendenza. Coerenza dopo le dichiarazioni rilasciate a Jackson Hole, indipendenza rispetto alla politica. Rilanciando il barattolo non ha fatto altro che spostare le attese a dicembre.

I mercati, dopo la reazione  iniziale, ritorneranno ad allinearsi su tali aspettative. L’euro ha recuperato parzialmente terreno ma si è fermato ai primi ostacoli tecnici presenti già in area 1.1250 eur/usd.  Sulla scadenza di dicembre convergono ora le attese sia per quanto farà la Fed in relazione ai tassi, sia per quanto deciderà la BCE in merito al programma di incentivi monetari. In mezzo avremmo le presidenziali ed altre chiamate degli elettori su referendum e ballottaggi in Europa. L’euro appare meno solido rispetto al passato. Il suo corso non sconta ancora le diverse anime che lo compongono, mentre lo sviluppo dei fondamentali mettono mese dopo mese in evidenza andamenti economici a doppia, tripla velocità. Il surplus tedesco prevale sulla flessioni delle esportazioni che indeboliscono nelle aree periferiche. Probabilmente il fair value si sta spostando progressivamente al ribasso.  La convergenza del cambio con il dollaro verso valori più equilibrati si scontra con l’eccezionale surplus della Germania. I valori si sono nel frattempo allineati alla media dei prezzi annuale, ma tendono a subire una pressione regressiva. Molti trader attendono la violazione di area 1,1130 per spingere i prezzi a collaudare area 1,10 dove si colloca lo spartiacque tra una tenuta dell’euro rispetto ad una ricaduta verso i minimi del grande range che lo governa da oltre 18 mesi, 1.16-1.06.

Le reazioni dell'eur usd alla decisione della Fed
WB ANALYTICS: Fed vs EUR USD

Le diverse velocità a cui mi riferivo tra le anime che compongono l’euro risultano rappresentate dall’andamento delle borse nell’Unione Europea. L’Italia, indubbiamente quella più debole, quota stabilmente ad un meno 25% da inizio 2016. Le banche rappresentano il punto di maggior debolezza all’interno dell’indice Ftse Mib; temo che la ragione non sia semplicemente riconducibile al peso dei NPL, ma anche alla misura del rischio Paese. I valori scambiano tra 17.000 e 16.000.

Le reazioni del FTSE Mib alla decisione della Fed
WB ANALYTICS: FTSE MIB

Un eventuale lateralizzazione nel breve all’interno di questo range rischia di dare nuovo impulso alle vendite. Con molta probabilità sono molti i traders che attendono un passo falso per catturare, sotto 16.200 un trigger regressivo. A quel punto un nuovo collaudo dei minimi dell’anno, area 15.000,  risulterebbe inevitabile.  La partita sarà fortemente influenzata anche dalle reazioni che nelle prossime ore metterà in evidenza il mercato azionario americano. Lo Standard & Poor 500, all’ennesimo calcio dato dalla Fed al barattolo dei tassi, ha festeggiato con un pull back in direzione dell’area che aveva dato l’avvio alla correzione del 9 settembre, 2170/65.  Alla pressione delle vendite ha retto il sostegno presente a quota 2120, nelle prossime ore quindi si chiederà al mercato una prova di forza: spingere i valori oltre 2170/80 per ristabilire una nuova corrente di acquisti. Diversamente il calcio che la Federal Reserve ha dato al barattolo, rischia di non essere andato verso la direzione voluta.

Le reazioni del l'S&P 500 alla decisione della Fed
WB ANALYTICS: STANDARD & POOR 500