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EFFETTI DELL'ANNUNCIO BCE SU QE

SLOWHAND SLOWTAPER

SLOWHAND SLOWTAPER

Dieci! Tanti sono gli anni da cui ha preso avvio la grande depressione che le banche centrali hanno combattuto con armi non convenzionali. Dopo il lustro veloce che ha radicalmente cambiato la società e l’economia, due delle più importanti banche centrali sono ancora impegnate a promuovere stimoli monetari per sostenere la paradossale lentezza con cui il mondo sta uscendo dalle proprie difficoltà. Il presidente Draghi era attesissimo in quest’ultimo meeting. I mercati volevano conoscere le carte; i rumors riportavano la presenza di hedge fund già pronti ad aggredire gli anelli più deboli della catena europea ed invece è andata così….continua a leggere

WB ANALYTICS: BCE MEETING 26.10.2017 DECISIONE QUANTITATIVE EASING
WB ANALYTICS: BCE MEETING 26.10.2017 DECISIONE QUANTITATIVE EASING

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MILANO FRANCOFORTE

MILANO FRANCOFORTE

FRANCOFORTE: gli NPL, i crediti deteriorati in Europa ammontano a 988 miliardi di euro; l’Italia ne detiene 249.. Troppi per la vigilanza della BCE.

La Bce starebbe valutando un aumento degli accantonamenti non solo per gli NPL che interesseranno i bilanci delle banche dell’Eurozona dal 2018 in poi, ma anche per l’intero stock degli NPL stessi, che ammonta a quasi 1 trilione di euro (IMF World Economic and Financial Surveys ).  La notizia innervosisce gli operatori in quanto dall’addendum della Bce diffuso qualche giorno fa era emerso che le nuove disposizioni sarebbero state applicate solo ai flussi futuri dei crediti deteriorati. E’ vero che l’addendum sarà sottoposto a consultazione, e dunque la sua versione finale potrebbe essere diversa, ma l’attrito tra l’Italia e la supervisione bancaria della Bce che ha capo a Daniele Nouy, non fa altro che acuirsi.

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L'ORO DEL RENO RICHARD WAGNER

L’ORO DEL RENO

L’ORO DEL RENO

Quale futuro attende l’Unione Europea dopo il complicato risultato elettorale in Germania?  Un dato appare certo: lo spirito luterano dei tedeschi  riverbererà  l’austera virtù nell’Unione.

Richard Wagner sosteneva: “Il popolo è l’insieme di tutti coloro che provano una necessità comune. Dove non esiste necessità non esiste vero bisogno. Dove non esiste vero bisogno pullulano tutti i vizi, tutti i delitti contro la natura, ossia il bisogno immaginario. Ora, la soddisfazione di tale fittizio bisogno è il “lusso”. Il lusso non può mai essere soddisfatto perché, essendo qualcosa di falso, non esiste per esso un contrario vero e reale in grado di soddisfarlo e assorbirlo. Esso consuma, tortura, prostra la vita di milioni di poveri, costringe un intero mondo nelle ferree catene del dispotismo, senza riuscire a spezzare le catene d’oro del tiranno”. Wagner semantizza fortemente alcuni elementi già presenti nelle fonti di partenza e ne inserisce di nuovi; la visione di una natura incontaminata, per quanto fugace, è fortemente caratterizzata a livello musicale ma anche lessicale per cui, non appena il nibelungo Alberich rinuncia all’amore per sottrarre l’Oro del Reno alle ondine, si percepisce che qualcosa è cambiato, nulla è più come prima: l’atto di violenza egoistica ha messo in moto l’inarrestabile corruzione della storia.

Nel L’Oro del Reno traspare l’animo luterano di Wagner così come nel voto tedesco traspare lo spirito di un suffragio che reclama la centralità della Germania rispetto ad un clima  di sospetti reciproci e quindi di insicurezza che favorisce l’affermarsi dell’assolutismo ed il ripercuotersi di fratture nell’Europa intera.

L’esordio/vittoria di AFD al Bundestag matura con la conquista di 94 seggi a detrimento dei 65 seggi persi dalla CSU (Angela Merkel) e dei 40 persi dalla SPD. La compagine governativa switcha i suoi 105 seggi a tutto vantaggio di Alternativa per la Germania ed i conservatori liberali di FDP.

ELEZIONI GERMANIA
CONFIGURAZIONE DEL VOTO NEI LANDER DELLA GERMANIA 2013 – 2017

Due anime conservatrici, la prima all’opposizione, la seconda candidata alla formazione del governo.  Evocare il nazismo significa perdere di vista il trend sociale. Significa non leggere correttamente la reazione della borghesia e della classe media alla politica europeista dei governi precedenti.

Dopo la correzione del voto francese, il trend populista,  secondo il principio wagneriano de il popolo è l’insieme di tutti coloro che provano una necessità comune, riprende quota: da Brexit a Trump, l’incognita Catalana, ora la Germania. Macron appare già in difficoltà; i voti dei grandi elettori al senato hanno limitato la sua maggioranza.

Di conseguenza la domanda che il mercato si pone sempre più con circospezione riguarda l’Italia e non perché chi scrive vede le cose da una prospettiva domestica, quanto piuttosto perché il nostro è, come non abbiamo mai smesso di scrivere, il punto critico dell’Unione. E questo non solo per ragioni di vulnerabilità, quanto invece per i vizi e le virtù intrinseche.

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WILLKOMMEN DEUTSCHLAND

WILLKOMMEN GERMANIA

WILLKOMMEN GERMANIA
Le elezioni in Germania concludono la lunga stagione elettorale. I mercati potrebbero aprire nuovi capitoli operativi iniziando dall’Italia

Si conclude con le elezioni in Germania la lunga stagione elettorale iniziata alla fine dello scorso 2016 con le presidenziali americane . Tra tutti gli eventi quest’ultimo appare il più scontato, per cui poco attraente dal punto di vista mediatico. In realtà la conferma di Angela Merkel  consente alla Germania di ritornare ad occuparsi di Europa  fornendo ai mercati di nuovi temi operativi.  Il quadro geopolitico e la governance europea saranno al centro dell’agenda su cui il Cancelliere formerà il nuovo governo.

L’Unione  Europea supera in tal modo i profondi dissensi presenti nell’opinione pubblica verso la moneta  e le politiche economiche  che hanno determinato i profondi squilibri presenti ovunque.

Tocca alla Germania, vero leader dell’Unione, a decidere se, quando e come, affrontare il problema. Noi pensiamo che nella prossima legislatura sarà inevitabile farlo se non altro perché i rapporti di debito continuano ad aumentare nelle aree periferiche, diminuire in quelle core. L’Italia, come sappiamo, al netto del dato sulla crescita rappresenta il paziente sempre in prognosi riservata. Quest’estate  lo stock di debito ha raggiunto la soglia dei 2300 miliardi di euro. Siamo oltre il 130%.

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JACKSON HOLE 2017: che cosa diranno i banchieri?

JACKSON HOLE 2017: che cosa diranno i banchieri?

Jenet Yellen ospita a Jackson Hole il Symposium dei banchieri centrali di tutto il mondo per parlare di politica monetaria. L’attesa per ogni parola, ogni virgola è tale che i mercati hanno smesso di pulsare già da qualche giorno nell’attesa di studiare ed analizzare ogni minimo passaggio dei discorsi che in particolare il Governatore della Fed e della BCE terranno.

In gioco ci sono il futuro della tendenza del rapporto di cambio più trattato nel mondo sia dal punto di vista finanziario che commerciale. Ma il vero nocciolo della questione è il nuovo capitolo della Guerra Valutaria che si sta giocando tra le aree economiche più influenti.  Gli strumenti utilizzati non sono bombe intelligenti, minacce nucleari, no, sono armi di  manipolazione economica.

Servono per stimolare in modo più o meno convenzionale la crescita economica ed il mondo è in guerra, o meglio in  competizione,  per tenere sopra la linea di galleggiamento il  PIL di ogni singolo competitor. Le monete fungono allo scopo attraverso il rapporto di competitività che riescono a determinare sulla base delle loro tendenze. Un tempo si chiamavano svalutazioni competitive.

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EURO DOLLARO: LA DIVISA EUROPEA E COSI' FORTE?

EURO DOLLARO: LA DIVISA EUROPEA E COSI’ FORTE?

EURO DOLLARO: LA DIVISA EUROPEA E COSI’ FORTE?

Le banche centrali temporeggiano nell’assumere  iniziative , i mercati sondano consenzientemente terreni inesplorati, ma è corretto ritenere  scontato l’avvio del Tapering in Europa ed la sospensione dei rialzi dei tassi in America?

Alla caduta del dollaro sono state attribuiti giustificativi legati all’incostanza dell’azione politica dell’Amministrazione Trump. La politica di detassazione e di spesa per investimenti pubblici annunciati in campagna elettorale non ha prodotto al momento impegni concreti. Tuttavia se la vicenda Russiagate e relativo impeachment non fermeranno l’azione del Presidente e del Governo, essa avrà forti impatti sull’andamento della produzione e dell’occupazione.  Già oggi su quest’ultimo aggregato si rilevano statistiche ai massimi valori. Si potrà discutere sulla qualità degli impieghi, ma ciò comporterà comunque risposte in termini di politica monetaria. Il dollaro potrebbe ritornare ad essere nuovamente appetibile.  Gli effetti della politica economica di Trump, qualora messi a regime, ritornerebbero ad amplificare i disavanzi commerciali controbilanciando la forza del dollaro.  Quale delle due dinamiche si imporranno sulla plasticità della domanda e dell’offerta? Rimarrà attrattiva la performance dell’economia americana? Riuscirà il dollaro ritornare ad attrarre l’eccesso di risparmio non utilizzato dall’Eurozona e del mondo?

L’Euro, principale antagonista del dollaro, riuscirà a convincere gli investitori sull’effettiva irreversibilità del suo corso?

I mercati, scontando un’imminente fade out del QE in Europa ed un contestuale raffreddamento della Federal Reserve sui prossimi rialzi dei tassi ha spinto il cambio euro dollaro oltre la barriera che delimitava il range entro cui si erano organizzate le negoziazioni negli ultimi due anni.

La recente perdita di momentum dei rendimenti sul tratto lungo della curva tedesca, 10 anni, porta ad una rilettura dell’ipotesi sull’avvio del Tapering  in autunno. I rendimenti dopo una fiammata oltre quota 0.50% in direzione di 0.70/80 si sono nuovamente raffreddati con un ritiro delle quotazioni sotto la linea di galleggiamento posta a 0.50. Ciò lascia presagire ad un ulteriore discesa degli stessi verso 0,30 che, per quanto possa sembrare frazionale, rimane significativa.  La rinnovata riduzione dei rendimenti indica implicitamente che gli specialisti che operano sui bond, non si attendono un’infiammata dell’inflazione in Eurozona. Ciò terrebbe lontano dal target  del 2%,  secondo gli obbiettivi prefissati  dalla BCE, l’inflazione. Vedremo se al Symposium di Jacson Hole, tanto atteso quest’anno,  il governatore Mario Draghi sorprenderà o meno i mercati. Il suo intervento è molto atteso. Come pure lo è quello di Janet Yellen dopo la lettura del report sull’occupazione di luglio al di sopra delle previsioni. Forse potrebbe essere proprio il tenore del discorso che terrà il Governatore della FED a focalizzare maggiormente l’attenzione, soprattutto se a fine mese la lettura dell’inflazione riporterà l’indice su basse annua al 1.8%.

L’altro tema che ha spinto l’euro al rialzo riguarda gli avanzi/disavanzi commerciali.  L’Eurozona gode di un surplus elevato, mentre gli USA lamentano un deficit strutturale sempre meno  politicamente gradito. Da qui l’attenzione degli operatori acutizzata dall’irritazione politica, ha spinto l’euro dollaro sopra i limiti citati.  Eppure il 90% del surplus generato in Europa è riconducibile ai paesi del nord, Germania in testa. Da qui l’ulteriore irritazione politica  verso l’insostenibile squilibrio monetario attivo nel perimetro regionale in cui si scambia l’euro. Quest’ultimo dissimula da tempo una delle grandi questioni politiche che tra le tante incongruenze alimentano l’antagonismo valutario tra i diversi poli economici.

A settembre si vota in Germania e, con l’elezione del Bundestag si conclude, Italia a parte, la lunga stagione distorsiva delle elezioni in Europa. Potrebbero aprirsi, gioco forza,  nuovi capitoli nell’architettura dell’Unione per porre in equilibrio il motore monetario? Le convenienze e le rivalità economiche alimentate dalla ricerca della competitività in tempi di bassa crescita sono tali da lasciare aperta la domanda ad ogni risposta. Ma se l’euro contro il dollaro dovesse ritornare a scambiare nuovamente sotto 1.15/1.14 ed il 10 anni Germania sotto la barriera 0.30/20%, significa che i mercati potrebbero iniziare a scontare una lettura diversa da quella recentemente raccontata da molti osservatori. Qualora invece non dovesse aprirsi una finestra di discussione politica sul merito e l’euro fissare i limiti della correzione, che in preparazione al meeting di fine mese sta spingendo il cambio a collaudare le reazioni del mercato, sopra  1.15,  dovremmo considerare i rischi per nuovi apprezzamenti dell’euro sul dollaro probabilmente in direzione di 1.22.

 

WB> ANALYTICS: EURO DOLLARO LONG TERM TREND
WB> ANALYTICS: EURO DOLLARO LONG TERM TREND