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ABBIAMO UN PROBLEMA? Deutsche Bank & Volatilità

ABBIAMO UN PROBLEMA? Deutsche Bank & Volatilità

I mercati azionari aprono la settimana con una sensibile spinta alle vendite. Il sell_off su Deutsche Bank  spinge il titolo verso minimi significativi ad un passo dalla violazione di quota 10 euro riportando bnel comparto banche la volatilità . Quali sono quindi le condizioni dei mercati agli inizi dell’ultimo trimestre di questo 2016, dopo il meeting della Riserva Federale?

 

La Fed ha rinviato tutto a dicembre, benché l’inflazione core negli Usa ritorna sui massimi di gennaio a 2,30%.

USA INFLAZIONE CORE
WB ANALYTICS: USA INFLAZIONE CORE

 

E’ difficile comprendere se il rimando della Federal Reserve abbia innervosito o meno i mercati. La decisione di bypassare potrebbe aver messo allo scoperto la fragilità del board nel prendere decisioni, sottolineando come lo stesso sia stato messo all’angolo da un mercato sempre più in balia delle provvedimenti della banche centrali. Più o meno siamo tutti consapevoli che i rialzi dello Standard & Poor siano frutto della combinazione tra moneta liquida e buy back  azionari.  Ciò detto a distanza di nove mesi il bilancio sull’andamento generale dei mercati azionari mette in evidenza la negatività conclamata degli indici europei e di quelli giapponesi,  una certa aleatorietà delle aree emergenti,  la tenuta di quelli americani. In mezzo ci sono storie poco prevedibili come il Brasile e qualche recupero di singole aree appartenenti alla sfera degli emergenti. Negli USA colpisce la forte debolezza del mercato Biotech.  In sostanza l’America non convince benché abbia recuperato dalle pesanti perdite subite a febbraio. Si percepisce una certa  difficoltà a sostenere il momentum, dopo il break-up dei massimi che ne aveva delimitato i guadagni a partire dagli inizi del 2015.  Contestualmente l’Europa, ancorché sostenuta dal Qe, ha messo in cantiere vistosi vuoti d’aria che hanno gelato gli umori degli investitori.

Morale: difficile mantenere un profilo strategico e riuscire a consolidare performance elevate. Nelle ultime settimane è ritornata ad aumentare anche la volatilità sul mercato obbligazionario. L’offset  che ha riallineato i rendimenti nella parte lunga verso un upgrade ha prodotto un riposizionamento dei

portafogli.  Anche le commodity ed il petrolio in particolare, vacillano manifestando indici di volatilità in aumento.

Si tratta di parziali cortocircuiti a cui si tende ad attribuire la maggior parte delle responsabilità alla campagna elettorale americana e, più precisamente, agli imminenti confronti tra i candidati. A nessuno inoltre è sfuggita la tensione crescente che fa da sfondo ad una guerra commerciale che contrappone multe monstre agli attori primari che rappresentano e, non solo simbolicamente, la forza economica negli stati Uniti e nell’Unione Europea: Wolkswagen Apple, Deutsche Bank.

Spesso dietro a situazioni di confusione e crisi si presentano delle opportunità, tuttavia in questo momento pensiamo che a questi valori prevalgano ancora i rischi. Ciò significa che mentre i livelli di guardia a cui attenerci per controllare i rischi sull’azionario americano risultano ancora inviolati, è recente il test di area 2125/2100 di S&P 500, in Europa risultano in pericolo.

I valori che gli indici azionari europei hanno formato  dopo il crash di febbraio e giugno, rischiano di essere nuovamente violati.

Per l’Eurostoxx 50 coincidono con 2935 che anticipa 2800/700. Per lo Stoxx i punti analoghi coincidono con i minimi del 16 settembre, 337 e quindi 310/305. La borsa tedesca quota un primo punto di verifica in area 10300/250, mentre il Ftse Mib sta già violando il primo livello di attenzione in transito a 16200. Attendiamo la conferma per certificare purtroppo il fallimento dell’ennesimo tentativo di recupero, pur temendo, come già scritto nei nostri Outlook, un proseguimento della riflessività del mercato verso  i minimi del 2012.

FTSE MIB
WB ANALYTICS: FTSE MIB

Tra gli attuali 16.150 e gli obbiettivi temuti si contrappone area 15.000. Il nostro mercato oltre ai problemi endogeni, subirà anche l’influenza negativa derivante dalla caduta della prima banca tedesca, Deutsch Bank: i prezzi scambiano poco sopra 10, rischiano secondo il nostro modello di regredire verso area 7 e 5 euro.

DEUTSCHE BANK
WB ANALYTISCS: DEUTSCHE BANK

E’ evidente che in un quadro di questo tenore risulta difficile preservare i portafogli dal rischio. La minaccia della Fed limita la visibilità ad un raggio d’azione più ampio, del resto anche i fondamentali non consentono di prendere posizioni a rischio senza supportare un’adeguata componente di incognite.

Sul fronte obbligazionario è venuta meno la direzionalità del trend. Il 10 anni USA dopo aver violato area 1,65 ha accelerato fissando un picco a 1,75. E’ improbabile che a breve si scenda sotto 1,58/1,55 , difficile quindi che si possano formare opportunità rilevanti.

Anche il JPM EMBI +, indice relativo alle obbligazioni emesse sui mercati emergenti, nonostante il recupero appare  minacciato dall’arrivo di altre prese di beneficio, così come avevamo previsto nel rapporto di inizio mese.

In breve  gli eventi che incontreremo nelle prossime settimane non forniscono un grado di visibilità ragionevole per assumere posizioni di rilievo.

EUR USD
WB ANALYTICS: EUR USD

Anche il dollaro si è appiattito su livelli dal nostro punto di vista subordinati ad interessi che rispondono da un lato alle esigenze elettorali americane, dall’altro alle esigenze mediatiche  europee.  In mezzo vi sono quei paesi che non riescono più a sostenere gli equilibri imposti dall’austerità tedesca. Rispetto al passato sono sempre più numerosi i dibattiti sull’opportunità di rimodulare il quadro dei trattati a partire dall’architettura su cui è stato costruito l’euro.

La situazione è così drammatica ed urgente a tal punto che le classificazioni tra gufi ed ottimisti ad oltranza, hanno perso il loro interesse  caricaturale.

Ne sono la riprova il bilancio di 5 anni di austerity, l’aumento del debito pubblico sia nominale che relativo al Pil, la stagnazione della crescita e la connessa  perdita di competitività. Le difficoltà attraverso le quali il Governo italiano tenta di costruire una manovra di bilancio risulta purtroppo eloquente.   Quando anche il professor Zingales ammette che l’euro è insostenibile per i nostri equilibri, significa che l’architettura della moneta

necessita di una profonda revisione. necessiti di una profonda revisione.

Sotto questo profilo a noi sembra che detenere dollari in portafoglio, benché dia poca soddisfazione al presente, richieda un gran lavoro di manutenzione,  rappresenta un fattore di diversificazione, questa si di natura strategica.

Siamo tuttora convinti che il rapporto di cambio possa deteriorarsi benché venga continuamente messa in discussione la forza della moneta americana.

Di apri passo continuiamo a guardare l’oro come altro eventuale strumento di diversificazione: i prezzi  quotano ancora all’interno dell’area che avevamo fissato agli inizi del mese definendola interlocutoria tra 1290 e 1350 usd/oz. I due punti costituiscono trigger direzionali in grado di riconferire positività all’oro nel caso di violazioni di 1350, o amplificarne la correzione in caso di violazione di 1290. I timori che in un primo momento avevamo ventilato su una possibile correzione più ampia, fanno parte della costruzione grafica dei prezzi, avvalorate dall’output di alcuni algoritmi, In tal caso riteniamo che area 1250 possa costituire una migliore opportunità do acquisto.

COMEX GOLD FUTURE
WB ANALYTICS: COMEX GOLD FUTURE

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One thought to “ABBIAMO UN PROBLEMA? Deutsche Bank & Volatilità”

  1. Buongiorno, non ho commenti da aggiungere a quanto da Lei scritto. Ancora una volta riscontro una oggettiva e puntuale analisi sull’attuale situazione dei mercati finanziari e come potrebbero evolvere nel breve e medio periodo.
    La ringrazio per la disponibità di poter seguire Le sue analisi
    Cordiali saluti
    T. Bazzali

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